Nuova terapia per il bimbo col cuore “bruciato”: «Condizioni in rapido peggioramento»
Non sarà staccato il macchinario che lo tiene in vita ma ci sarà una «de-escalation degli interventi» per «scongiurare l’accanimento terapeutico»(Ansa)
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«Nelle ultime 12 ore, le condizioni cliniche del paziente hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento». Così l'ospedale Monaldi nel bollettino sulle condizioni del bimbo cui due mesi fa è stato trapiantato un cuore danneggiato.
Nella riunione di stamane - con i medici del Monaldi, il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e la madre del piccolo paziente, nell'ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure - l'azienda ospedaliera rende noto di aver proposto «una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico».
In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente «saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici».
Il piccolo è ricoverato ormai da 58 giorni e versa in stato di coma irreversibile. È un errore, hanno spiegato i medici, parlare di cure palliative, in quanto il paziente è appunto in stato comatoso. Semplicemente, d’ora in avanti – vista l’impossibilità di un nuovo trapianto - saranno eliminate terapie «inutili» che potrebbero far precipitare la situazione. E non ci sarà accanimento terapeutico.
Al piccolo non sarà staccato l’Ecmo, il macchinario per la respirazione e circolazione extracorporee che lo ha fatto sopravvivere negli ultimi due mesi, scelta che avrebbe un effetto immediatamente letale. Si elimineranno invece altre terapie non più necessarie, come ad esempio la microfiltrazione del sangue. La nuova terapia verrà ora programmata secondo gli accordi e applicata al bambino.
(Unioneonline)
