Il disegno di legge sulla legittima difesa è stato approvato alla Camera con 225 sì e 166 no.

Il testo, che ora passa al Senato, è frutto di un compromesso tra le principali forze politiche della maggioranza (Partito democratico e Area popolare).

Al centro del ddl c'è un emendamento all'art. 52 del codice penale che permette di considerare legittimo il ricorso alle armi quando l'aggressione avviene "in tempo di notte" oppure, in casa propria, "con violenza alle persone o alle cose", "con minaccia o con inganno".

Restano intatti i criteri di necessità, attualità e proporzione tra offesa e difesa.

Angelino Alfano (Area popolare) e Ignazio Messina (Italia dei Valori)
Angelino Alfano (Area popolare) e Ignazio Messina (Italia dei Valori)
Angelino Alfano (Area popolare) e Ignazio Messina (Italia dei Valori)

La modifica è stata definita dalla Commissione giustizia del Pd che, tramite il responsabile David Ermini, precisa che viene lasciato al giudice "un margine per decidere o valutare quella condotta".

LA DELUSIONE DI RENZI - Non gioisce il neo-segretario del Pd Matteo Renzi, anzi. Sulla legittima difesa, il leader avrebbe voluto maggiore chiarezza: "Va bene una nuova legge sulla legittima difesa, va benissimo il principio che la ispira. Però scritta così questa norma è un pasticcio. Vista da fuori è incomprensibile".

IL NO DI FORZA ITALIA - Sul fronte del No si è schierata in prima linea Forza Italia.

Lo annuncia direttamente Silvio Berlusconi. "Il Pd e le altre forze di maggioranza - ha detto il leader di Fi - non hanno saputo o voluto scrivere una legge che rispondesse davvero alle esigenze dei cittadini onesti, una legge in grado di tutelare le persone perbene quando sono aggredite."

Lo striscione esposto dai banchi della Lega Nord (poi fatto rimuovere)
Lo striscione esposto dai banchi della Lega Nord (poi fatto rimuovere)
Lo striscione esposto dai banchi della Lega Nord (poi fatto rimuovere)

BOCCIATA LA LEGA - Non è passato il subemendamento proposto dalla Lega Nord, che introduceva il criterio della "presunta proporzionalità" tra offesa e difesa.

"Non può essere il magistrato - ha detto Ignazio La Russa - a valutare la reazione dell'aggredito, se sussistono quelle condizioni nelle quali la difesa va considerata comunque legittima".

La Russa in aula contro il ddl
La Russa in aula contro il ddl
La Russa in aula contro il ddl

Il Pd ha preso in considerazione la modifica ma poi ha deciso per la bocciatura (per cui anche il Carroccio ha votato no alla Camera).

E dai banchi della Lega si è scatenata una protesta che ha costretto gli uscieri ad allontanare il leader Matteo Salvini.

Salvini allontanato dagli uscieri
Salvini allontanato dagli uscieri
Salvini allontanato dagli uscieri

SALVINI: "ENNESIMO AFFRONTO" - IL VIDEO:

CONTRARI I 5 STELLE - "Le norme sulla legittima difesa sono scritte con i piedi - dicono i deputati 5 Stelle, che si sono detti contrari -. Il Pd ha dimostrato ancora una volta come i compromessi con Alfano creano pasticci normativi".

''Il dibattito sulla legittima difesa - aggiungono i 5Stelle - è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato. Ma diventa difficile se i governi precedenti e attuali non investono risorse sulle forze dell'ordine o su piani di prevenzione".

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