La famiglia Savoia ha più volte violato – in sordina – la XIII disposizione transitoria della Costituzione che allora proibiva agli esponenti dell’ex casa reale di mettere piede sul territorio italiano.

Lo ha rivelato nel suo nuovo libro “Una scia nel bianco” l’ex campione di sci Gustav Thoeni e lo ha confermato in un’intervista al Corriere della Sera Emanuele Filiberto, figlio di Vittorio Emanuele e Marina Doria.

Il divieto è definitivamente caduto nel 2002, ma svariate volte, nell’anonimato, i reali hanno messo piede nel Paese da cui erano stati esiliati dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le mete preferite? Il Piemonte, la Valle d’Aosta. E la Sardegna.

«Gli sconfinamenti – ammette Emanuele Filiberto – sono stati tanti. Io stesso sono entrato più volte in Italia con mio padre. In Valle d’Aosta per vedere il Castello di Sarre, a Torino per pranzo, in Sardegna. Piccoli viaggi. Andavamo nei ristoranti».

Nell’Isola, in particolare, «siamo andati più volte. In barca. Quando si poteva prendere una boccata d’aria in Italia, lo si faceva», aggiunge.

In teoria, se le forze dell’ordine li avessero sorpresi in questi loro “blitz”, avrebbero dovuto prenderli in consegna per scortarli oltreconfine. Invece, ricorda Emanuele Filiberto, «i carabinieri ci facevano il saluto». Ma, conclude il principe, oggi volto noto della tv, «prima che noi infrangessimo la legge ci avevano violato i diritti. La Corte europea ce lo ha riconosciuto», dunque «era normale fare questi strappi».

(Unioneonline)

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