«Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni».

Così Isabella Marsilio, la professoressa accoltellata questa mattina a Roma da un suo studente di 13 anni, risponde  su cosa vorrebbe dire al giovane. «Anche se non l'ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti, provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere», afferma, aggiungendo di volerlo incontrare «per abbracciarlo».

In merito all'accaduto l'insegnante racconta com'è andata: «Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio».

Erano le 9,20.« Senza bussare vedo entrare il mio alunno - racconta la professoressa Isabella Marsilio -.  L'ho guardato ma non ho fatto in tempo a rendermi conto. Indossava un casco da ciclista e un paio di occhiali con telecamera. Nella mano sinistra teneva una bomboletta di spray al peperoncino che mi ha spruzzato in faccia. Poi mi ha colpita con un pugnale che aveva una lama di almeno 20 centimetri. Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo».

Sul 13enne che ha compiuto il gesto ha sottolineato: «L'anno scorso aveva dato segnali di malessere interiore -ha precisato -. È figlio unico, i genitori vivono per lui. C'erano alcuni comportamenti che lasciavano pensare. In tante occasioni manifestava un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni. Era molto inquieto». 

Rispetto ad alcuni post a favore della remigrazione, pubblicati sui social dalla professoressa, e sul fatto che il giovane che l'ha salvata è di origine congolese, la prof risponde: «Non c'è nulla di incongruente tra un'idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano». Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione? «Certo - afferma Marsilio -. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque».

(Unioneonline)

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