Zuri, il G8 della povertàIn quattromila contro la crisi
Grande partecipazione all'appuntamento organizzato nel paesino dell'oristanese. Grande assente la Cgil, che aveva aderito all'iniziativa e che a Cagliari ha dato vita alla manifestazione contro il Governo indetta in tutta Italia. Sarà il primo cittadino di Ghilarza a presentare ai grandi del G8, l'anno prossimo a La Maddalena, la "Carta di Zuri" l'appello della società sarda contro una "povertà ingiusta e illegale"Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Erano almeno il doppio di quelli previsti dagli organizzatori i partecipanti al G8 dei poveri che ha unito con un serpentone di colori e di bandiere Soddì, uno dei più piccoli comuni della Sardegna, a Zuri (frazione di Ghilarza) sulle sponde del Lago Omodeo nell'alto oristanese. Sono arrivati da tutta la Sardegna per lanciare ai potenti del mondo, che fra meno di un anno si riuniranno alla Maddalena per il G8 "dei ricchi", un appello perché dichiarino guerra alla povertà e deliberino l'adozione di misure adeguate per contrastarla, rendendo obbligatorie le politiche e le misure di inclusione sociale.
IMMIGRATI IN CORTEO. Assieme a migliaia di sardi in marcia anche molte decine di immigrati, in rappresentanza di oltre 30 nazioni, per difendere il diritto a un lavoro e a una vita dignitosi dei poveri di tutto il mondo. La povertà, hanno detto gli organizzatori, è un fenomeno che in Sardegna riguarda ormai 300 mila persone, un numero che tende ancora a crescere con l'impennata dei prezzi di tutti i beni di prima necessità.
I PROMOTORI. A promuovere la manifestazioe sono state una ventina di sigle dell'associazionismo cattolico, tra le quali le Acli e le Caritas diocesane di Ales, Cagliari e Oristano, assieme ai sindacati Cisl e Uil e alla Coldiretti. E i colori della manifestazione sono stati proprio quelli delle bandiere della Coldiretti e dei sindacati, mancavano quelle rosse della Cgil che pure figurava con la propria sigla sul manifesto ufficiale dell'iniziativa.
SINDACI IN PRIMA LINEA. Ad aprire il corteo un gruppo di sindaci del territorio, guidati dal primo cittadino di Ghilarza che avrà il compito materiale di far pervenire la Carta di Zuri ai potenti del mondo. "La povertà è ingiusta e illegale" si legge tra l'altro nel documento in cui si riafferma l'impegno dei sardi a costruire una società "di liberi e di giusti", dove il popolo partecipi alle decisioni dei suoi governanti, le scelte vengano condivise e i diritti di cittadinanza siano costantemente rispettati.