Un incubo durato nove mesi. Un sequestro che, grazie anche al tam tam su internet e alla solidarietà di politici, studenti, personalità dello spettacolo, ha tenuto tutta Italia con il fiato sospeso. Rossella Urru, la cooperante italiana liberata oggi in Mali, era stata rapita il 23 ottobre scorso, nel deserto algerino. Di lì in poi, un susseguirsi di voci, smentite e inquietanti silenzi hanno segnato i mesi del sequestro, mentre in Italia si moltiplicavano gli appelli per il suo rilascio. Che, alla fine, si è concretizzato. Ecco una breve cronologia della vicenda.

- OTTOBRE. Nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre, un gruppo di rapitori fa irruzione nelle stanze di alcuni cooperanti europei, nel sud dell'Algeria, in un campo di profughi saharawi. Il gruppo sequestra due spagnoli, Enric Gonyalons e Ainoha Fernandez de Rincon, e l'italiana Rossella Urru, trentenne della provincia di Oristano, da due in Algeria come cooperante del Cisp, Comitato Internazionale per lo sviluppo dei popoli. Sul sequestro non c'è alcuna rivendicazione.

- DICEMBRE. Dopo settimane di silenzio, il 10 dicembre giunge la rivendicazione del Movimento per l'unicità e la jihad nell'Africa dell'Ovest (Mujao), gruppo formato da militanti fuoriusciti da Al Qaida per estendere la guerra santa nell'Africa occidentale. Due giorni dopo spunta un video in cui i rapiti, con alle spalle i loro sequestratori armati, si presentano, ognuno nella propria lingua, senza dire altro. I tre sembrano stare bene. Nel frattempo i governi dei Paesi dell'area si dicono pronti a collaborare con le autorità italiane e spagnole.

- MARZO. Il 3 marzo fonti anonime annunciano il rilascio di Rossella. I media locali entrano nei dettagli, la notizia fa in pochi minuti il giro d'Italia ma non viene mai ufficialmente confermata. Dopo almeno 24 ore di trepidazione, la notizia si rivela falsa. In Sardegna torna la paura.

- MAGGIO. Dopo settimane di silenzio e di timido ottimismo, i rapitori si rifanno vivi annunciando pubblicamente la richiesta di un riscatto: 30 milioni di euro per il rilascio della Urru e della sua collega spagnola. Il terzo rapito, Enric Gonyalons non viene menzionato.

- LUGLIO. Il 18, alcuni media locali lanciano la notizia della liberazione dei tre cooperanti. Questa volta le indiscrezioni si rivelano esatte: nel tardo pomeriggio arriva la conferma della Farnesina con il ministro Giulio Terzi che annuncia "è libera". E l'Italia tira un sospiro di sollievo.
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