Tutela della sabbia, fruizione ordinata delle spiagge e salvaguardia degli ecosistemi costieri. Sono i principi che guidano l’ordinanza balneare 2026 della Regione Sardegna, che conferma una serie di regole e divieti destinati a garantire la conservazione del patrimonio naturale dei litorali e una convivenza equilibrata tra turismo e ambiente.

Tra le disposizioni richiamate dall’ordinanza figura il divieto di asportare sabbia, ciottoli, sassi e conchiglie dalle spiagge dell’Isola. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative comprese tra 500 e 3.000 euro, una misura che punta a contrastare un fenomeno che continua a mettere a rischio l’integrità degli arenili.

Il provvedimento ribadisce inoltre il divieto di attraversare dune e aree vegetate e limita l’accesso dei mezzi meccanici alle sole situazioni autorizzate o legate a esigenze di servizio e soccorso. Confermate anche le norme che vietano l’abbandono dei rifiuti, il campeggio sugli arenili e l’occupazione delle spiagge libere con ombrelloni e attrezzature lasciati incustoditi.

L’ordinanza richiama poi l’obbligo di garantire il libero transito lungo la fascia dei cinque metri dalla battigia e introduce una serie di prescrizioni finalizzate a migliorare l’accessibilità delle spiagge e la sicurezza dei bagnanti. Particolare attenzione viene riservata anche alla tutela della fauna marina, con specifiche misure di protezione in caso di nidificazione delle tartarughe marine lungo le coste sarde.

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