Troppi silenzi dalla Difesa: il Comipa boccia le esercitazioni nel poligoni della Sardegna
No dei componenti civili alla proposta dei militari. Ora è necessario un decreto di Crosetto. Scontro sui rapporti istituzionaliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Comipa boccia il calendario del secondo semestre di esercitazioni nei poligoni della Sardegna, che dovrebbe andare in scena tra settembre e dicembre a Quirra-Perdasdefogu, Teulada, Capo Frasca e S’Ena Ruja. Cinque componenti civili del comitato misto paritetico sulle servitù militari nell’Isola hanno espresso parere negativo sulle attività proposte dal ministero della Difesa: ora sarà il ministro Guido Crosetto ad autorizzarle, con un decreto.
Un atto politico, quello dei rappresentanti del Consiglio regionale all’interno dell’organo chiamato a discutere di tutto ciò che di militare si svolge in Sardegna, nato – per legge – con lo scopo di “armonizzare” la presenza militare con le esigenze del territorio e della popolazione. Ma l’armonia tra civili e componenti militari, dopo tre calendari approvati, si è persa. E l’ultimo è stato bocciato.
Chi ha votato contro (Monica Macciotta, Gianni Aramu, Antonio Canu, Paolo Erasmo e Egidio Didu) durante la riunione con i rappresentanti delle Forze armate ha rappresentato tutte le ragioni del malcontento: il ministero della Difesa è stato accusato di atteggiamento “omertoso”, visto che le comunicazioni sulle attività non arrivano nel dettaglio e, quando arrivano, succede fuori tempo massimo. Inoltre non ricevono risposta le richieste inviate via Pec dai componenti civili, nulla si sa delle caratterizzazioni all’interno del Poligono di Teulada dopo l’interdizione al pascolo a causa della presenza di metalli pesanti, non è stata avviata la bonifica della penisola Delta.
In più sono stati chiesti chiarimenti su non meglio specificate “ditte” che utilizzerebbero i poligoni per fini militari. Non solo: esisteva l’ipotesi che il calendario subisse modifiche dopo l’approvazione.
Ora Crosetto imporrà le esercitazioni. Ma un dato politico è certo: sulle servitù militari in Sardegna potrebbe innescarsi un nuovo scontro.
