"Al trasporto merci da e per la Sardegna vanno applicati gli obblighi di servizio pubblico". È questo il contenuto della mozione che i Riformatori hanno presentato questa mattina in Consiglio regionale. L'obiettivo è dare soluzioni contro i rincari che dal 1° gennaio sono stati decisi dalle compagnie di navigazione. Gli aumenti previsti arrivano sino al 50% relativamente alla parte di biglietto che include le emissioni di Co2 e il supplemento carburante.

Nella proposta operativa dei Riformatori sardi si chiede all'assemblea regionale di aprire il «confronto con lo Stato per ottenere le compensazioni necessarie a salvaguardare il sistema della logistica, ma anche la sussistenza stessa delle aziende, quindi la filiera del trasporto e più in generale l'intero sistema produttivo dell'Isola».

La conferenza stampa è stata aperta dal capogruppo Umberto Ticca. Presenti anche gli altri due consiglieri del partito, Aldo Salaris e Giuseppe Fasolino. È intervenuto l'ex parlamentare Michele Cossa, delegato dei liberali democratici sardi per l'insularità, "a cui si lega questa battaglia". Ha partecipato anche Massimiliano Manca, ingegnere esperto di logistica.

I Riformatori sardi hanno spiegato: «Parliamo di un percorso di sostegno che è già stato avallato dall'Unione europea: sia in Corsica che in Grecia sono applicati modelli che garantiscono tariffe massime, certezze di viaggio per gli autotrasportatori e capacità minima da imbarcare durante tutto l'anno, inclusi i mesi estivi, quando le compagnie tendono a dare la precedenza al traffico passeggeri, perché più remunerativo».

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