Titti Pinna, furto di bestiameUn oscuro segnale per la famiglia?
Alla vigilia della terza udienza del processo contro i carcerieri di Titti Pinna, una nuova brutta vicenda colpisce l'allevatore di Bonorva. Alcuni ladri sono entrati in una delle sue aziende, non quella in cui è stato rapito, e hanno sottratto diversi capi di bestiame. Sulla vicenda gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, si cerca di capire se si tratti di un semplice furto o se invece il gesto sia un segnale per la famigliaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
E’ sicuramente preoccupante il furto subito sabato scorso da Titti Pinna, l'allevatore di Bonorva rapito il 19 settembre del 2006 e fuggito dall'ovile di Sedilo, dove era tenuto prigioniero, il 28 maggio dell'anno successivo. E’ preoccupante perché potrebbe non trattarsi di un banale furto, come spesso avviene nel nord Sardegna, ma di un segnale per lo stesso Pinna alla vigilia della terza udienza del processo contro i presunti carcerieri dell'allevatore, Salvatore Atzas e Natalino Barranca. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo.
UDIENZA Oggi, a Sassari, davanti al giudice Plinia Azzena comparirà proprio la sorella di Titti, Maria, che ha avuto un ruolo di primo piano durante la prigionia del fratello. Si dovranno ricostruire le fasi della liberazione per cui compariranno davanti alla corte il capo della Mobile di Oristano Pino Scrivo, due capitani degli squadroni dei Cacciatori di Sardegna e alcuni operai della azienda dove si rifugiò Pinna subito dopo la fuga.