Cagliari, mattina di inizio primavera. La giovane donna coi capelli al vento e lo zainetto sulle spalle è evidentemente troppo di fretta per addentrarsi nella questione. Si limita a un sintetico ma eloquente: «Assurdo, provvedimento insensato come pochi altri». E mentre sfreccia in via Manno schivando l’ondata dei turisti arrivati dal mare, annuncia l’imminente conversione: «Adeguarmi? Piuttosto passo alla bicicletta». Non è certamente l’unica: perché a un mese e mezzo dalla nuova stretta sui monopattini elettrici che scatterà il 16 maggio, tra le strade del capoluogo c’è tanto malumore. E poi ci sono i commercianti del settore, alle prese con le vendite in picchiata libera.

Le polemiche – La linea è chiara, con la comune strategia che prende forma ai piedi del Bastione in tarda mattina. «È l’ennesima manovra che va a colpire i monopattini e la mobilità sostenibile tanto acclamata a parole ma nei fatti osteggiata», osserva Marco Curreli, studente universitario che tiene a precisare di non essere contrario alle regole ma ai costi aggiuntivi sì. «Un balzello, che va ad aggiungersi ai tanti rincari e mi porterà a optare per la bicicletta o il motorino». Stessa strada verso cui sembra indirizzarsi la maggioranza degli utilizzatori, tendenzialmente sul piede di guerra. «Una vergogna, si impongono regole ferree per i monopattini e non si capisce perché le biciclette godano di ampia libertà», sbotta Davide Sini, professione cameriere e rappresentante della prima categoria. «Se l’obiettivo è garantire la sicurezza si utilizzi lo stesso metro per entrambi i mezzi», suggerisce mentre si prende tempo per valutare il da farsi: «Non si capisce ancora quanto costerà l’assicurazione e l’immatricolazione, in base alla cifra deciderò come comportarmi».

Il dibattito  – Se ne discute anche in piazza Yenne, sotto gli occhi di Carlo Felice che sembra perplesso pure lui. David Samuel, nato in Egitto e arrivato a Cagliari dodici anni fa, è preparatissimo: «Cosa ne penso? Che passerò alla bici elettrica. Non si capisce perché, pur trattandosi in entrambi i casi di mezzi comunque motorizzati e con un limite di velocità, si vadano a colpire ancora una volta solo i monopattini». L’eccezione c’è, un uomo particolarmente elegante con cravatta celeste e un’idea precisa: «Giustissimo», sentenzia Paolo Meloni: «L’assicurazione serve per garantire la sicurezza di chi li utilizza e di terzi, in casi di eventuali situazioni di disagio. Così come la targa che permetterà di identificare chi commette un'infrazione. Non comprendo le polemiche».

Vendite in calo – E se per strada non si esulta, meno che meno si gioisce nei punti vendita del settore. «Da quando a fine 2024 si è iniziato a parlare di queste nuove regole le vendite si sono pressoché dimezzate, sia tra i piccoli rivenditori che nella grande distribuzione», spiega Simone Pintus, titolare insieme a Valter Deiana di E-mobility store in via Dante. «Non possiamo far altro che restare a guardare in attesa di eventuali benefici, legati principalmente alla sicurezza che si andrà a offrire agli utenti e non. Certo il contraccolpo è stato forte, e probabilmente in tanti ripiegheranno sulle biciclette». Seconda tappa in via Maddalena, da Antonello Zara, titolare di Emuoversi: «Il mercato ha subito un drastico rallentamento dopo le modifiche del Codice della strada di fine 2024, poi si è ripreso lentamente e ora attendiamo una nuova deflessione in negativo», preannuncia. «C'è ancora tanta confusione in merito, aspetto anche io che chi di dovere faccia più chiarezza».

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