Aspettando il leader massimo, il Pdl sardo chiude il cerchio. Nell'ordine: il partito, la giunta, il rapporto con gli alleati, gli incarichi riparatori dopo eventuali rimozioni. Chi si sta occupando dei vari casi politici, assicura che le difficoltà sono enormi, ma risolvibili. Il partito aspetta un coordinatore, ma potrebbe ritrovarsi solo alcuni volti nuovi al fianco di Mariano Delogu. La giunta è un problema risolto, o quasi, dal punto di vista del Pdl, mentre resta da discutere il rapporto con gli alleati. E non sarà un confronto facile.

LA RIUNIONE Dal conclave milanese di martedì sera non emergono dettagli, perché nulla si è deciso. Il senatore Romano Comincioli ha continuato le sue consultazioni, ascoltando tre rappresentanti del partito rimasti fuori dalla sua agenda. I deputati Salvatore Cicu e Piero Testoni (che fanno parte del vertice regionale) e il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, anche lui nella struttura che guida il partito, hanno voluto leggere la situazione insieme a colui che, nel Pdl sardo, ha in questo momento il ruolo chiave. Separatamente, il faccia a faccia con il presidente della Regione avrebbe permesso ai due di avere un quadro più chiaro dello scenario.

LA GIUNTA Cappellacci potrebbe cancellare tutte le deleghe, ripartendo da zero, o quasi. Il Pdl, oltre che dagli attuali assessori al Bilancio, Giorgio La Spisa, e alla Sanità, Antonello Liori, sarà rappresentato da quattro consiglieri regionali: i più votati, sarebbe questo l'indirizzo del partito e del governatore, e allora la rosa si restringe. Soprattutto se ai nomi si legano i territori. Ecco perché si avvicinano alla sala giunta di viale Trento Nicola Rassu (Sassari), Ignazio Artizzu (Cagliari, finiano), Silvestro Ladu (Nuoro) e Oscar Cherchi (Oristano). Gli ultimi dubbi sarebbero legati alle scelte su Nuoro e Oristano, ma sono difficoltà di secondo piano. Il consigliere nuorese Pietro Pittalis, già capogruppo alla fine degli anni '90, è sempre più spesso dentro le indiscrezioni, fra un possibile incarico di capogruppo (se Mario Diana andasse in giunta) o nell'esecutivo, se dovesse “sorpassare” Ladu. Cappellacci, visto anche il suo risultato elettorale, potrebbe tenere in squadra almeno due assessori non politici (Ketty Corona e Franco Manca), mentre Andrea Prato (Agricoltura), titolare di un assessorato che piace a tutti i partiti, potrebbe essere destinato a un incarico di prestigio, magari in viale Trento.

GLI ALLEATI Discorso complesso, perché - restiamo nel campo delle indiscrezioni - a nessuno sarà proposta una maggiore rappresentanza. L'Udc manterrebbe due poltrone (l'Ambiente passerebbe a Giorgio Oppi), mentre ai Trasporti (oggi c'è Liliana Lorettu, quota Udc) potrebbe approdare Sergio Milia. I Riformatori, che gradirebbero avere un peso maggiore, hanno il Turismo (Bastiano Sannitu) e quella casella potrebbero mantenere, anche per garantire una rappresentanza alla Gallura. I sardisti hanno un assessorato (Lavori pubblici, Angelo Carta) e la loro quota passerebbe a Giacomo Sanna, presidente del Psd'Az.

IL PARTITO Il coordinatore regionale Delogu (quota An), in carica da un anno e mezzo, potrebbe essere affiancato da un rappresentante del Pdl, che prenderebbe il testimone dalla presidente del Consiglio, Claudia Lombardo. E sarebbe il deputato Settimo Nizzi a assumere la carica di vicario, ruolo chiave perché rappresenta due terzi del partito. L'eventuale sostituzione di Delogu (il coordinamento nazionale cambierà almeno cinque vertici regionali) porterà anche il deputato Bruno Murgia nella stanza dei bottoni di via Roma.

LA NOTA A proposito dei rapporti con gli alleati, ieri l'Udc e i sardisti hanno chiesto ufficialmente al governatore e all'assessore Corona di riesaminare le ultime nomine, soprattutto quella del direttore generale della Sanità (Massimo Temussi, quota Pdl), perché mancherebbero «i requisiti di legge». Il confronto è cominciato.

ENRICO PILIA
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