Storia di David, nigeriano morto troppo presto. Il parroco del Duomo: «Era dalla parte giusta»
All’ultimo saluto erano appena in sei, tra cui i parenti e il datore di lavoroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una storia forse marginale ma che, a Sassari, suggerisce significati più ampi. La rivela don Eugenio Cavallo, amministratore parrocchiale della Cattedrale del capoluogo turritano.
Il sacerdote, molto attivo nella zona del centro storico, riferisce sul funerale, da lui celebrato in Duomo nei giorni scorsi, di David, 46enne nigeriano stroncato da un infarto.
«Aveva trovato un lavoro e cercava di integrarsi sostentando la sua famiglia qui e quella in Africa», ricorda.
All’ultimo saluto erano appena in sei, tra cui i parenti e il datore di lavoro, senza connazionali o quasi. David, sottolinea don Eugenio, «era dalla parte giusta», lontano dalla nomea pubblica che, in città, associa la comunità nigeriana alla violenza e ai traffici illegali.
«Non tutti siamo uguali», rimarca il sacerdote, raccontando una vicenda che mostra un’altra faccia di Sassari Vecchia, non pubblicizzata perché “normale”, con protagoniste persone comuni che vogliono solo sbarcare il lunario in modo onesto.
«Niente rotoli di soldi per lui o collane d’oro», dice don Cavallo, facendo il raffronto con altre esequie di stranieri viste in diverse occasioni. «Si tratta di un piccolo spaccato di società e di persone di buona volontà con cui bisogna cercare un dialogo», conclude.
