Sennori: i cittadini ostacolano il piano di contenimento dei cinghiali, ira del Comune
Hanno scelto di rimanere all’interno dei propri terreni, al buio, usando tamburi e urla per allontanare gli animaliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il piano di contenimento dei cinghiali avviato dal Comune di Sennori ieri sera non è stato portato a termine. Ad ostacolare le operazioni alcuni proprietari di fondi agricoli che hanno, infatti, scelto di rimanere all’interno dei propri terreni, al buio, durante lo svolgimento delle operazioni, utilizzando tamburi e voci per allontanare i cinghiali e impedire loro di avvicinarsi al punto individuato per il prelievo.
Una situazione che ha reso impossibile procedere e che, soprattutto, ha compromesso le condizioni di sicurezza dell’intervento. Non è sicuro che persone rimangano all’interno dei terreni durante operazioni notturne di contenimento, ancora di più considerando che i cinghiali sono animali selvatici che, se spaventati o feriti, possono reagire in maniera imprevedibile. Gli stessi proprietari, trovandosi al buio e nelle vicinanze degli animali, si sono esposti a un rischio concreto.
Per il Comune si tratta di una situazione di emergenza. La presenza dei cinghiali sta causando danni importanti alle colture e al territorio, rappresentando un problema per la sicurezza stradale e per l’incolumità delle persone, oltre ad avere ripercussioni sugli equilibri degli ecosistemi e sulla fauna selvatica. La loro attività infatti incide anche su altre specie, tra cui rettili, anfibi, piccoli mammiferi e uccelli che nidificano o depongono le uova a terra.
Per queste ragioni, le attività di contenimento proseguiranno nei prossimi giorni, come previsto dal piano e dalle disposizioni delle autorità competenti. «Condanniamo fermamente quanto accaduto. Le operazioni sono autorizzate e vengono svolte da personale competente secondo precise procedure di sicurezza», sottolinea l’amministrazione comunale che ha provveduto a segnalare alle autorità competenti quanto successo per individuare le eventuali responsabilità di chi ha ostacolato l’attuazione dell’ordinanza, con le conseguenti denunce previste dalla legge.
