Sennori, il caso delle “Challenge” coi giovani sdraiati sulla provinciale: «È successo in una strada poco illuminata»
Un “gioco” messo in atto sabato sera, intorno alle 23.30, all’incrocio con la strada di PamitedduPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Continua a far discutere la vicenda che ha visto protagonisti un gruppo di ragazzini sdraiati sulla provinciale che da Sennori conduce a Osilo, pronti ad alzarsi quando le auto in transito sono vicine. Un genere virale chiamato “Planking challenge” per mettere alla prova il coraggio e la resistenza fisica. Un gioco folle messo in atto anche sabato sera, intorno alle 23.30, all’incrocio con la strada di Pamiteddu, nel territorio di Sennori.
Ad assistere a quella scena l’assessora alle Politiche giovanili del Comune della Romangia, nonché educatrice professionale, Roberta Piredda. «Rientravamo in auto da una serata trascorsa in pizzeria, quando abbiamo visto un gruppo di ragazzini, credo fossero sette, sdraiati per terra in fila lungo tutta la carreggiata, da un lato all’altro della strada», racconta. «Poi all’improvviso si sono alzati e per fortuna senza alcuna conseguenza, perché viaggiavamo a lenta velocità in una strada poco illuminata e dove si tende a correre». Allarmati i carabinieri della compagnia di Porto Torres che, una volta raggiunto il posto non hanno trovato nessuno. I ragazzi si erano dati alla fuga.
Sul fenomeno delle “Challenge” è intervenuta Ica Manca, direttrice della struttura complessa di neuropsichiatria infantile Asl Sassari. «Imitare e impressionare i propri amici sancisce o rinforza il senso di appartenenza ad un gruppo. L’emulazione, in questo caso, fa parte della cosiddetta “Sensation seeking”, ovvero la ricerca di sensazioni, di esperienze nuove che si accompagna alla volontà di correre dei rischi, fisici e sociali, per cercare proprio l’appartenenza al gruppo», spiega la direttrice di Neuropsichiatria di Sassari. «C’è tutta la crisi adolescenziale da una parte e, dall’altra, l’opporsi a quello che è il controllo esercitato dall’adulto, al mondo infantile, e per questo motivo devono trovare un modo all’interno del gruppo di appartenenza, un qualcosa che li aiuti a superare il distacco dai genitori», sottolinea la dottoressa.
«Molto spesso a seconda del tratti della personalità, alcuni adolescenti si riconoscono in questa ricerca di sensazioni e sono disposti a correre rischi anche gravi», prosegue Ica Manca. «E poi i social, l’emulazione, il gruppo che offre lo stimolo per superare le remore che ci potrebbero essere. La ricerca del brivido, dell’avventura e il dimostrare all’altro di essere audace e disinibito, e anche il fatto che devono rispondere in qualche modo alla noia, fa sì che ci si incontri in questi gruppi per impressionare gli amici».