Sassari, via libera al Parco Urbano Lineare
Il sindaco Mascia rifiuta il canalone nel Fosso della Noce e rilanciaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Canalone no, parco urbano lineare sì. Il sindaco Giuseppe Mascia continua a rifiutare l’opera di mitigazione del rischio idrogeologico voluta dalla precedente amministrazione nel Fosso della Noce, e rilancia. Il nuovo orizzonte sul problema è l’avvio della fase di progettazione del parco urbano lineare da viale Sicilia alla Valle dell’Eba Giara. Lo ha anticipato, nei giorni scorsi, l’assessore all’Ambiente, Pierluigi Salis, nel corso di una commissione consiliare presieduta da Walter Pani.
«Stiamo studiando tempi e modi - ha riferito – attraverso cui uniformare obiettivi e strategie delle diverse progettazioni in corso su tutta l’area per creare una task force». Alcune risorse sono già in pancia, finanziate dall’assessorato regionale ai Lavori Pubblici. Tra quelle più corpose le progettazioni esecutive, da 285 e da 180 mila euro, nei due lotti del canale coperto che va da via Sorso a viale Sicilia, e che porteranno a un investimento da 7 milioni di euro. Ma anche 400mila euro contro il rischio frane in via Carso, con una provvista pari a 3 milioni mentre 4 sono stati stanziati dalla Rete Metropolitana per il sistema parco multifunzionale della Valle dell’Eba Giara e della Rete dei parchi storici di Sassari.
Nella stessa zona, infine, procedono le progettazioni per interventi di mitigazione e riqualificazione urbana, che diverranno realtà grazie agli 8 milioni e mezzo stanziati, lo scorso novembre, con l’accordo Stato-Regione del 2023. Intanto il primo cittadino ribadisce il no al cosiddetto “canalone”, finanziato con 5 milioni di euro e oggetto di una aspra polemica durante l’amministrazione Campus. Per Mascia “sarebbe una sciagura, rappresenterebbe la pietra tombale su qualsiasi aspirazione di rigenerazione per un’area che, all’interno del contesto urbano, può letteralmente cambiare la fisionomia della città e il concetto stesso di centro urbano, modificando radicalmente le dinamiche sociali, culturali ed economiche e rilanciando le ambizioni di una comunità che punta sulla sostenibilità come elemento centrale di ogni ipotesi di crescita”. In più rimarca: «Non faremo drammi se dovessimo perdere il finanziamento per un’opera che la città non vuole e che noi non vogliamo, e che comunque al momento non è in possesso della Valutazione di impatto ambientale da parte della Regione».
