Sassari, sparatoria di Predda Niedda: restano in carcere Silanos e i Levanti
I tre fermati nell’ambito dell’inchiesta che vede accusato Giovanni Maninchedda, anche lui in carcere, di tentato omicidioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Restano in carcere a Bancali Luca Silanos, e Alessio e Fabio Levanti, accusati di ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco.
Oggi in tribunale a Sassari il giudice Gian Paolo Piana ha disposto la convalida dell’arresto, compiuto dai carabinieri, e avvenuto pochi giorni fa. I tre sono stati fermati nell’ambito dell’inchiesta, di cui è titolare il sostituto procuratore Paolo Piras, che vede accusato Giovanni Maninchedda, anch’egli in carcere, di tentato omicidio.
Lo scorso 19 gennaio quest’ultimo, nel suo salone di auto a Predda Niedda, aveva sparato un colpo di pistola calibro 9 contro Silanos che stava entrando nel piazzale dell’attività. Ci sarebbero dei video che inquadrerebbero l’arrivo anche dei fratelli Levanti, e uno dei tre sarebbe a sua volta armato di pistola. I legali di Maninchedda, sia i precedenti che gli attuali, hanno parlato di una legittima difesa attuata dal loro assistito.
A motivare l’episodio di tre mesi fa ci sarebbe stato un violento alterco avvenuto in un centro commerciale il giorno prima dello sparo tra Maninchedda e alcuni protagonisti della vicenda. I legali degli indagati, Lorenzo Galisai per Silanos, Marco Palmieri e Paolo Spano per Alessio Levanti, e Anna Maria Santoru per Fabio, presenteranno istanza di riesame.
