Il miracolo della buona volontà a Sassari. A Ottava, borgata a pochi km dal capoluogo turritano, si è formata la classe prima per il 2026-2027. E non si tratta di un’impresa da poco perché nel plesso sono stati diversi i vuoti nel tempo, a causa della mancanza di iscrizioni necessarie. E stavolta per riuscire nel prodigio, arrivato al termine di tre mesi di interlocuzioni, si è formata una “task-force” formata dalla dirigente scolastica Laura Neri, che dirige l'Istituto Comprensivo di Li Punti, dall’Ufficio scolastico provinciale, che ha dato parere favorevole nei giorni scorsi, e anche dalle energie civiche delle famiglie della frazione e del suo comitato. Una storia purtroppo molto sarda, e non solo, in parte dovuta allo spopolamento che, pian piano, desertifica le aule dei piccoli centri ma anche al cambiamento delle abitudini familiari. “Il numero dei bambini a Ottava è importante- riferisce la dirigente- Ma molti genitori non iscrivevano i bambini perché mancava il tempo pieno”. Che invece arriverà, dal prossimo anno scolastico, con l’orario 8.20-14.20, comprensivo quindi di mensa scolastica, grazie all’accordo con il Comune di Sassari.

«I bambini iscritti sono tutti di Ottava», dichiara la dirigente, primo riferimento per i 10 plessi dell’IC, tra cui quello della borgata, dove insegnano 160 docenti e i bimbi sono 1200, inclusi quelli di Villa Gorizia, altro contesto talvolta a rischio. Circa 40 invece i piccoli delle classi formate a Ottava, in cui lavorano quattro maestre, e sono presenti anche quelle per l’inclusione. «Un numero che, con il tempo pieno, andrà ad aumentare».

Assunzioni, scuolabus, pasti, tutto è interconnesso nello sforzo collettivo di dare un orizzonte di apprendimento alle ultime generazioni e consentire alle borgate di non sparire per assenza di bambini. Per questo occorre differenziare l’offerta formativa e rendersi attrattivi coi propri punti di forza.

«Abbiamo una progettualità - afferma in questo senso Neri, dirigente da quattro anni dell’Istituto Comprensivo di Li Punti e che, in precedenza, ha diretto l’IC di Villanova Monteleone- legata allo sfruttamento degli spazi verdi vicini alla scuola. E il plesso di Ottava potrebbe essere risultare più interessante per chi predilige magari situazioni meno caotiche». Possibilità che si aprono mentre già si prevede il “dopo” perché chi vive di scuola non può fermarsi. «Adesso mi aspetto il contributo del territorio e la collaborazione delle famiglie». Per dare continuità alla didattica e, al contempo, alle comunità.

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