Sassari, il documento dei Riformatori per la sanità
Verrà consegnato al ministro della SalutePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“La sanità ha bisogno di cure?” E’ il titolo dell’appuntamento promosso ieri a Sassari, all’Hotel Grazia Deledda, dai Riformatori Sardi, nell’ambito della Scuola di Formazione Politica, e in cui si è illustrato “il manifesto di una nuova stagione della sanità sarda”. A coordinare l’incontro il manager sanitario Franco Meloni, moderatore di un tavolo a cui hanno partecipato il direttore generale dell’Asl 1 Sassari, Flavio Sensi, il dg Aou di Sassari Serafino Ponti, l’ex commissario della stessa Azienda, Mario Palermo, e Fausta Pileri, segretaria territoriale Nursind. All’inizio del confronto Meloni stigmatizza: “No ad altre leggi che sconvolgano un sistema già sconvolto e che cacciano i direttori generali”. Lo afferma a un metro da Sensi ritornato dg dopo il siluramento della giunta Todde nel 2025 e l’arrivo di un commissario, a sua volta giubilato dalla sentenza del Tar di gennaio che ha rimesso il manager romano, non si sa per quanto, alla guida dell’Azienda di Piazza Fiume. Lo stesso Sensi, in parte ironico, commenta la vicenda: “I commissariamenti in Italia non esistono”. A parte due casi estremi che illustra, uno dei quali, dice, “avviene, facendo le corna, quando muore il dg”. Polemiche e stilettate a parte, il documento dei Riformatori Sardi, strutturato su diverse direttrici, ipotizza una sanità sarda in cui si superi l’illusione che si risolva tutto con maggiori risorse o una migliore gestione manageriale. E a proposito di soldi, Aldo Salaris, segretario regionale del partito, rispolvera l’accordo Romano Prodi-Renato Soru del 2008 in cui la Regione assumeva autonomia finanziaria sulla sanità. “Quell’intesa va rivista- dice- perché non si può più reggere secondo i range di allora. Bisogna agganciare le risorse parametrandole al gettito fiscale di oggi”. Il territorio come luogo di cura, la riorganizzazione della rete ospedaliera, definendo una vocazione specifica per ciascun presidio, sono alcuni punti del manifesto. Un documento che tiene conto delle criticità sarde, in parte italiane e, tra queste, l’inverno demografico. “Nel 2045 il 66% della popolazione avrà più di 65 anni”, ricorda Pileri. Servono medici e infermieri, “la mappatura delle competenze e la loro valorizzazione”, continua la sindacalista. Bisogna promuovere allo stesso tempo la telemedicina. “E’ un cambio di mentalità- aggiunge Ponti- lo stiamo facendo con progetti di cura a distanza come “Telemakos”, non più progetto pilota ma servizio stabile”. Un futuro che, sottolinea, “garantisce l’equità dell’accesso alle cure anche per chi vive nei paesi”. A proposito di svolta nel modus operandi, Palermo riferisce la sua esperienza da manager: “C’è sempre il problema di chi viene e dice risolvo tutto io. Ma non funziona”. L’ex commissario dell’Aou si sofferma poi sulla sanità privata convenzionata: “Deve essere un plusvalore guidato per dare quello che il cittadino si aspetta. Le due sanità devono convivere”. Sul panorama di massima l’accordo per le misure da attuare in Sanità trova tutti concordi, il riuscirci però un altro discorso. E se il dg Asl 1 vanta l’azzeramento delle liste d’attesa da parte della sua Azienda, Palermo interpreta il tutto in modo meno entusiasta. “Temo che si tratti di un buffer, di una soluzione tampone, e che in realtà i cittadini stiano rinunciando alle cure usando ormai il pronto soccorso come porta per l’ospedale”. Lupus in fabula, l’idea di una nuova clinica in città riemerge nella discussione. “Non capisco la narrazione di chi non lo vuole”, attacca Sensi, anche se restano ignoti i destinatari dell’appunto. La Città Metropolitana e il suo sindaco, Giuseppe Mascia, ne perorano la causa. “Sassari e il territorio- afferma Mascia- hanno bisogno di un nuovo ospedale. Tutto il territorio lo afferma da tempo, vi è da aprire la discussione con Presidenza RAS e assessorato competente. È una scelta che si fa insieme secondo la riorganizzazione dei servizi sanitari e non tralasciando il comparto coinvolto”. La riunione al “Deledda” si conclude con altre ipotesi, come il diminuire le guardie mediche rafforzandole, secondo il dg Asl, che propone anche 5mila euro di compenso per i dirigenti medici. Sogni, al momento. La certezza invece è la consegna del manifesto dei Riformatori Sardi, il prossimo 10 aprile a Cagliari, al ministro della Salute, Oreste Schillaci.
