Momento storico per il Gremio dei Sarti di Sassari. Ieri l'associazione ha raggiunto, per la prima volta in 494 anni di storia con la propria bandiera, il monastero di Montserrat.

«Ogni anno facciamo un pellegrinaggio - riferisce il presidente del Gremio, Marco Sanna - ma stavolta ci siamo presentati anche con il frac e al termine di una piccola  processione». Hanno partecipato in sette, più il tamburino, alla messa oltre ad aver compiuto la visita in sacrestia e, soprattutto, ad aver venerato la propria patrona: la Madonna di Montserrat. Un'occasione resa possibile dai buoni uffici di Gustau Navarro Barba, delegato per il governo catalano in Italia e in Sardegna.

«In questo modo - continua Sanna - abbiamo rafforzato un legame nato da tempo». Concretizzatosi in manifestazioni come quelle del millenario e che, quest'anno, vedranno una sinergia per i 100 anni dalla morte di Gaudì. «Con il completamento della Sagrada Familia, previsto nel 2026, ci saranno diverse celebrazioni per il mondo, e anche in Sardegna».

Il rapporto più intenso è quello con la patrona, di cui i gremianti possiedono una copia identica conservata nella chiesa di Monserrato a Sassari e regalata da una socia onoraria nel lontano 1984. «Abbiamo un altro simulacro, risalente al 1700, e che si trova nella chiesa di Santa Maria. Non la esponiamo più perché in condizioni di fragilità».

La caratteristica del volto sacro è quella di essere scuro. «Una tradizione nata dal fatto che il simulacro si era annerito per il fumo dei ceri votivi e per le intemperie». I Sarti, al momento, contano 11 soci ma a settembre, in occasione della propria Festa Grande, si inseriranno altri due esponenti. Il primo statuto del Gremio risale al 1532 e rende i Sarti una delle associazioni più antiche tra quelle che partecipano alla Faradda del 14 agosto e allo scioglimento del Voto alla Madonna.

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