Sassari, finiscono a processo come ladre ma non sono loro le autrici dei furti: assolte
Le due donne erano accusate di avere rubato in un’abitazione nel quartiere Carbonazzi, ma in realtà in quei giorni si trovavano una in Piemonte e l’altra all’esteroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Filmate, arrestate e additate come ladre. Ma non sono loro le autrici del furto. Finale a sorpresa per una 42enne e una 50enne, ieri in tribunale a Sassari, finite a processo con l’accusa di aver sottratto nel 2024 5mila euro, tra denaro e gioielli, in una casa di Sassari nel quartiere Carbonazzi. Un’abitazione in cui di sicuro sono entrate due donne che, munite di guanti, hanno cominciato a rovistare per l’appartamento portando via quanto trovavano. A riprenderle però c’era una telecamera dalle cui immagini, una volta estrapolate, le forze dell’ordine hanno riconosciuto proprio le due imputate. Le quali vengono associate, pochi giorni dopo, al tentato furto in un’altra casa dello stesso quartiere. In quel caso la proprietaria è all’interno e le fa scappare, riconoscendo nelle voci un accento che lega all’est Europa. Entrambe vengono arrestate e passano diverso tempo agli arresti domiciliari, una addirittura dei mesi. Ma durante l’istruttoria emerge un quadro alternativo che mette in discussione la prima versione. Lo fanno emergere gli avvocati delle accusate, i legali Salvatore Masia, Almondo del Foro di Torino, Loredana Secci e Ignazio Ballai.
In realtà le due non erano in Sardegna nel periodo degli episodi incriminati perché una si trovava in Piemonte e l’altra all’estero, presenze certificate da testimoni e dalla localizzazione delle celle telefoniche. In più le stesse persone offese non hanno riconosciuto in aula nessuna delle donne imputate.
La giudice Elena Barmina, la pm era Ilaria Achenza, ha così disposto l’assoluzione per entrambe perché il fatto non sussiste.
