“Avvicinarsi ai fedeli”. È il compito che si prefigge don Davide Onida, neo rettore della chiesa di Sant’Antonio Abate a Sassari, uno dei luoghi di culto del centro storico cittadino. Ieri il benvenuto al sacerdote durante la messa officiata da monsignor Antonio Tamponi, vicario dell’arcivescovo Francesco Antonio Soddu, a cui si deve la nomina del prete 43enne, originario di Giave.

«Sono venute tante persone», afferma quest’ultimo che ha donato la sedia del celebrante, «a dimostrazione che il centro storico è vitale e che si nutre una buona aspettativa per quanto avverrà in questa chiesa». Intanto don Onida ha assicurato che le funzioni, tranne il mercoledì, saranno quotidiane consentendo così una presenza costante e invitando le persone a frequentare l’edificio sacro, gestito dall’Arciconfraternita dei Servi di Maria e dal priore Mario Dau. Si tratta del ritorno a una piena operatività di un luogo di culto a cui i residenti di Sassari Vecchia, e non, sono molto legati.

 Una chiesa dalla storia antica che, negli ultimi tempi, ha vissuto alcune traversie dovute ad alcuni dissesti statici sui pilastri superiori. Si era reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e a maggio di quest’anno poi un finanziamento da un milione di euro, proveniente dal Fondo di sviluppo e coesione e deciso dalla giunta comunale, su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Salvatore Sanna, aveva portato a una serie di interventi per la messa in sicurezza. Ora inizia una nuova fase in attesa di ulteriori lavori per risolvere altre problematiche della struttura. Don Onida, negli anni, ha svolto il suo ministero a Ittiri, Cargeghe, Siligo e a Sassari.

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