Stop all’allevamento di maiali a Caniga. Oggi polizia locale, corpo forestale e Asl hanno incontrato i gestori dell’attività nella borgata di Sassari, Antonio e Andrea Moro. La Municipale ha consegnato il provvedimento interdittivo del Suape su proposta della Città Metropolitana che dovrebbe mettere fine all’iniziativa imprenditoriale.

In esso si dichiara irricevibile la Dichiarazione unica abilitativa del 25 giugno 2025 e si invita in sostanza a chiudere la struttura. Quale sia il problema di fondo lo spiegano Antonio e Andrea Moro, i due fratelli che gestiscono l’attività. «Tutto ruota intorno a un biofiltro - dicono - che, secondo l’ente, dovremmo avere. Ma non esiste alcuna azienda in provincia come la nostra che lo ha. Lo vogliono mettere soltanto a noi».

Quindi, riferiscono i due, il problema non è la distanza dalle abitazioni ma solo la mancanza di questo “biofiltro” che, a parere dei Moro, non è necessario avere. E mentre si prepara la guerra di carte bollate sulla questione, i Moro vogliono chiarire una cosa. «Non spetta a noi dire se siamo nel giusto o nel torto. Noi abbiamo rispettato le regole che una comunità si è data. Ci è stato comunicato che potevamo svolgere la nostra attività. Poi per varie pressioni tutto è cambiato».

Da ottobre infatti, appena l’allevamento ha cominciato a lavorare sono nate diverse proteste, sia degli abitanti, riuniti nel comitato “L’elefante nella stanza”, che delle associazioni ambientaliste. Un consigliere comunale, Vanni Azzena, aveva a suo tempo presentato una interrogazione alla giunta. Le risposte erano state, a suo tempo, che l’attività aveva i permessi necessari. In seguito il cambio di rotta.

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