«La Sardegna non può essere considerata la soluzione ai problemi penitenziari di altre realtà territoriali, tanto più quando riguardano soggetti legati a contesti criminali di estrema gravità. La specificità geografica, sociale e storica dell’Isola impone scelte ponderate e condivise, nel rispetto delle comunità locali».

Lo sostiene Nando Nocco, dirigente della sezione del Psd’Az di Porto Torres “Antonio Simon Mossa” e da sempre militante indipendentista, che in una lettera aperta invita il segretario nazionale del partito dei Quattro Mori, Christian Solinas, a prendere una posizione chiara per respingere i 41 bis nell’Isola e a sostenere la posizione assunta dalla massima autorità della Regione riguardo all’eventuale destinazione nelle carceri sarde di detenuti appartenenti alla criminalità organizzata.

«Su un tema che riguarda l’intera Sardegna non devono esistere divisioni politiche, territoriali o ideologiche: serve un fronte comune, compatto e trasversale, capace di rappresentare con forza la volontà dei sardi e respingere l’ipotesi dell’estensione del 41 bis nell’Isola», sottolinea il dirigente sardista. «È inoltre doveroso ricordare come il territorio abbia già sostenuto per lunghi anni il peso della presenza carceraria dell’Asinara, - aggiunge Nando Nocco - dapprima colonia penale e poi istituto di massima sicurezza, dove furono detenuti esponenti della criminalità mafiosa e del terrorismo brigatista. Una pagina rilevante della storia nazionale che testimonia il contributo già dato dalla Sardegna al sistema penitenziario dello Stato».

Ragioni che secondo l’esponente del Psd’Az turritano richiedono un fronte compatto, «e una necessaria presa di posizione ferma a tutela della sicurezza, della dignità e dell’equilibrio sociale della Sardegna, che non può essere chiamata ancora una volta a sopportare decisioni calate dall’alto senza un reale confronto con istituzioni e cittadini». 

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