Prosegue la Rassegna “Libriamoci, Incontriamoci: Libri per uscire” inserita nel Festival “La cultura oltre i confini” a Villanova Monteleone con la presentazione del libro “Prigioniero del mio nome.Cronistoria di un doppio sequestro di persona” (Ed. Il Maestrale) di Riccardo Devoto e Michele Tatti. La serata, organizzata dall’Associazione Culturale Interrios e dalla Parrocchia San Leonardo con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’Unione dei Comuni del Villanova con la collaborazione della libreria Il Labirinto di Alghero e dell’Associazione Misericordia, si terrà venerdì 25 settembre a Villanova Monteleone alle 19 nel Salone Parrocchiale. Il volume rappresenta una testimonianza storica e umana di straordinaria intensità.

Attraverso le sue pagine, gli autori ripercorrono oltre un secolo di vicende familiari e imprenditoriali radicate nel cuore del territorio nuorese. Un percorso indissolubilmente segnato e sconvolto da una delle pagine più buie della cronaca sarda: la drammatica stagione dei sequestri di persona, che ha colpito la famiglia Devoto per ben due volte. Il primo risale al 1975, quando l’autore – allora quindicenne – riesce a sfuggire a un tentativo di rapimento, in un clima in cui la paura dei banditi costringeva i bambini a vivere reclusi in casa. Il secondo, più drammatico, è il sequestro dello zio Gigino Devoto, tenuto prigioniero per 203 giorni nel 1985 e liberato dopo il pagamento di un riscatto di 800 milioni di lire.

Questo libro “Prigioniero del mio nome” ci invita inoltre, a riflettere sulle ripercussioni economico-sociali che la stagione dei sequestri ha causato nel Nuorese, con la conseguente fuga di investitori e di imprenditori e sul clima di sfiducia che ha segnato intere generazioni, ma anche a meditare su quel risvolto psicologico e sociale che sembra ormai quasi dimenticato. Gli autori per l’occasione dialogheranno con il giornalista Pier Luigi Piredda. Riccardo Devoto, imprenditore nell'azienda di famiglia, è stato presidente di Confindustria della provincia di Nuoro e presidente di Confindustria della Sardegna. Rapito nel 1975 all'età di 15 anni e liberatosi dopo 7 ore, il primo che riuscì nell'intento di fuggire nella storia dei sequestri di persona in Sardegna. Michele Tatti, giornalista professionista in pensione, per trent'anni ha lavorato al quotidiano l'Unione sarda, dirigendo come capo servizio la redazione di Nuoro e occupandosi, tra l'altro, dei principali fatti di cronaca. Per sei anni fino al 2020 ha guidato il giornale Diocesano l'Ortobene.

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