Assalto Mondialpol, il vigilante: «Spari ovunque e muri che tremavano. Non abbiamo visto i banditi, erano sardi»
Il racconto di una guardia giurata che venerdì scorso era nella sala conta dell’istituto in via Caniga: «C’ero anche nel 2016, a fine mese serve più protezione»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Non li abbiamo visti, sentivamo spari da tutte le parti. Avevano un accento sardo».
Marcello Lella, una delle guardie giurate che si trovavano nella Vedetta 2 Mondialpol a Caniga lo scorso 28 giugno, racconta i momenti dell’assalto.
Una dozzina di minuti di paura, tra innumerevoli colpi d’arma da fuoco, l’esplosione di una carica per far saltare una porta blindata e le vibrazioni del martello pneumatico attaccato all’escavatore che faceva tremare i muri.
«Ero in servizio nella sala conta, l’allarme è stato prontamente sentito dalla centrale operativa», racconta Lella, oggi in piazza a Sassari con i sindacati, che hanno proclamato una giornata di sciopero e organizzato due sit in. «Quando sono salito dal caveau sentivo colpi d’arma da fuoco da tutte le parti, il caveau era già chiuso e abbiamo fatto quel che dovevamo, mettendoci in sicurezza per poi aspettare le forze dell’ordine».
Le guardie sono anche riuscite a mettere al sicuro una parte dei soldi, gettati in una delle vie di fuga che si è poi chiusa ermeticamente. E non hanno affrontato nessuno dei malviventi faccia a faccia. «Sentivamo solo colpi d’arma da fuoco e colpi dell’escavatore che faceva tremare tutto lo stabile. Abbiamo sentito qualche voce, sembrava un accento sardo».
I malviventi, una ventina circa, sono in fuga con un bottino da circa 10 milioni di euro. Per Marcello Lella è la seconda esperienza del genere, era nell’istituto anche durante la rapina del 2016: «Penso che serva maggiore sicurezza e più protezione nei giorni di fine mese. Controlli e presidi, ma anche ulteriori modalità per difenderci».
(Unioneonline)