Alghero, 3,2 milioni di euro per l'emergenza abitativa
Risorse che rientrano nel piano straordinario regionalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alghero potrà contare su 3,2 milioni di euro per affrontare l’emergenza abitativa. Le risorse rientrano nel Piano straordinario regionale di edilizia residenziale pubblica e sociale, che prevede uno stanziamento complessivo di 15 milioni di euro destinato ai Comuni sardi con oltre 40mila abitanti: Alghero, Cagliari, Olbia, Quartu Sant’Elena e Sassari. Il programma, illustrato a Cagliari dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu, punta ad ampliare l’offerta abitativa attraverso la costruzione di nuovi alloggi, l’acquisto e il recupero di immobili esistenti da destinare all’edilizia residenziale pubblica e sociale. All’incontro erano presenti il sindaco Raimondo Cacciotto e il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, tra i promotori dell’iniziativa legislativa alla base del Piano. <Accogliamo con grande soddisfazione la proposta della Regione Sardegna di destinare 3,2 milioni di euro ad Alghero>, commenta Cacciotto. <È un segnale importante di attenzione verso un’emergenza che da tempo denunciamo e sulla quale stiamo lavorando con determinazione>. Particolare attenzione è stata riservata ai criteri di ripartizione delle risorse, che tengono conto non soltanto delle graduatorie per le case popolari e delle richieste di sostegno agli affitti, ma anche della pressione turistica sul mercato immobiliare, misurata attraverso l’incidenza di bed and breakfast, affittacamere e locazioni brevi rispetto alle famiglie residenti. Il quarto indicatore riguarda la presenza degli studenti universitari. <Il diritto alla casa è una questione centrale per il futuro di Alghero>, sottolinea il sindaco spigando che non si può parlare di attrattività territoriale <senza garantire condizioni concrete per vivere e mettere radici nella nostra città>. Soddisfazione anche da parte dell’assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, secondo cui il tema della casa viene finalmente riconosciuto come una priorità nell’agenda politica regionale. Spetterà ora alla Giunta regionale definire gli indirizzi attuativi del programma, primo passaggio per tradurre le risorse previste in interventi concreti.
