È morto da solo, nel giorno del suo quarantesimo compleanno, in una cunetta della strada tra San Gavino e Sardara. Nessuno ha visto l'auto dell'operaio Fabrizio Caddeo uscire di strada e rovesciarsi su un campo: eppure erano le 21,15 di un sabato, e nelle serate dei weekend la Provinciale 62 è sempre molto trafficata. Sono così passati minuti preziosi, forse decisivi, durante i quali l'operaio di Sardara è rimasto in agonia. Quando alcuni automobilisti di passaggio hanno dato l'allarme, preoccupati perché l'auto era rovesciata su un terreno con i fari accesi, era ormai troppo tardi: in ambulanza, l'operaio di Sardara non ha resistito neanche per il breve tragitto di cinque chilometri che separa il luogo dell'incidente dall'ospedale di San Gavino. È morto pochi attimi prima di entrare al pronto soccorso, mentre a Sardara la madre, Emilia Murgia, lo aspettava nella sua casa di via Oristano per festeggiare il compleanno dell'uomo: invece che il figlio, all'uscio di casa la donna ha accolto un carabiniere, al quale è spettato il compito di comunicarle la notizia della tragedia.

LA DINAMICA I carabinieri della stazione di Sardara, a tarda notte, non avevano ancora chiarito nei dettagli come e perché la Ford Focus station wagon di Caddeo sia finita fuori strada. L'operaio era a metà percorso della strada tra San Gavino e Sardara, lunga appena dieci chilometri eppure cosparsa di tante croci: una per ogni vittima della strada. È un tratto in rettilineo, quello, caratterizzato da una serie di saliscendi: forse l'auto ha perso aderenza a causa della velocità eccessiva - ma per ora è solo un'ipotesi, tutta da accertare -, però i carabinieri non escludono nemmeno che improvvisamente l'uomo si sia sentito male. Per una sfortunata coincidenza, quando la Focus è schizzata fuori dal nastro d'asfalto nessun altro automobilista passava da quelle parti, quindi la tragedia non ha avuto testimoni: proprio per questo la macchina dei soccorsi si è messa in moto con grave ritardo. L'auto si è ribaltata più volte, Caddeo è stato sbalzato fuori dall'abitacolo: i militari della stazione di Sardara stanno ora tentando di accertare se si fosse allacciato la cintura di sicurezza. L'auto è rimasta lì, sul campo, con le ruote per aria e i fari accesi.

IL RITARDO Dev'essere trascorso almeno un quarto d'ora, prima che alcuni automobilisti di passaggio decidessero di fermarsi sul ciglio della strada per controllare che cosa fosse successo. Si sono avvicinati all'abitacolo senza accorgersi che il conducente era stato proiettato nella cunetta, distante dalla Focus, incapace di richiamare la loro attenzione a causa delle lesioni. Quando i primi soccorritori si sono resi conto che nell'auto non c'era nessuno, hanno temuto che il conducente fosse sotto la Focus, schiacciato dal tettuccio, e hanno dato l'allarme ai vigili del fuoco. È così trascorso altro tempo prezioso: al loro arrivo i pompieri hanno trovato Caddeo agonizzante, e subito l'allarme è stato lanciato alla centrale operativa del 118 di Cagliari e alla stazione dei carabinieri di Sardara. L'ambulanza medicalizzata dell'ospedale di San Gavino è arrivata in pochissimi minuti, ma le condizioni dell'operaio erano già gravemente compromesse: al pronto soccorso, malgrado tutti i tentavi di salvarlo compiuti dal personale dell'ambulanza, non è giunto in vita.

LA STRADA Negli ultimi dieci anni, la strada Provinciale 62 è stata teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali sono costati la vita a diverse persone. Soltanto dopo le proteste arrivate da Sardara e da San Gavino, la Provincia aveva deciso di ridisegnare una curva troppo stretta, a poca distanza dal ponte, dove si era concentrato il maggior numero di incidenti. Da allora la situazione è notevolmente migliorata, ma sono ancora troppi gli automobilisti che percorrono un altro tratto, quello in rettilineo e con continui dislivelli, a velocità troppo sostenuta malgrado una visibilità non eccellente. La Provinciale è molto trafficata, anche perché mette in comunicazione Sardara e San Gavino con la Carlo Felice. I posti di controllo organizzati lungo il tracciato dalle pattuglie delle forze dell'ordine, a volte con l'autovelox, evidentemente non sono sufficienti per indurre gli automobilisti a una maggiore prudenza, soprattutto per quanto riguarda la velocità.

GIAN PAOLO PUSCEDDU
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