Sanità, legge regionale bloccata: «Confusione totale, a rischio anche l’Ospedale dei bambini»
Il sindacato Usb punta il dito contro la direttiva del neo direttore generale Schael. Incognita sull’inglobamento del Microcitemico nell’Arnas BrotzuPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Legge regionale di riordino della Sanità bloccata dalla direttiva emanata dal neo direttore generale della Sanità: è l’allarme lanciato dal sindacato Usb Sanità, che parla di «confusione totale» e denuncia rischi per l’Arnas Brotzu e per l’Ospedale dei Bambini.
Nel mirino la direttiva del 17 febbraio 2026, emanata dalla Direzione generale della Sanità della Regione Autonoma della Sardegna, che dispone la sospensione dell’aggiornamento degli atti aziendali e il blocco del conferimento di nuovi incarichi nelle aziende e negli enti del Servizio sanitario regionale, in attesa delle nuove linee di indirizzo della Giunta.
Secondo il sindacato, la misura finirebbe per impedire l’attuazione concreta della legge regionale approvata il 6 marzo 2025, che sta «creando forti tensioni e contraddizioni operative, soprattutto per i commissariamenti delle aziende sanitarie regionali, che hanno generato diversi ricorsi e sono stati annullati dal Tar Sardegna. La legge prevedeva l'inglobamento del Presidio Microcitemico nell’Arnas Brotzu dal 1° gennaio 2026 e l'istituzione dell’Ospedale dei Bambini, struttura strategica per l’area materno-infantile».
«La sospensione – continua il sindacato in una nota – o mancata modifica degli atti aziendali rende impossibile attuare le disposizioni della legge, producendo confusione generale a livello regionale. L’impatto è particolarmente grave su Arnas Brotzu, dove il blocco rischia di compromettere: l’integrazione del Microcitemico; l’avvio dei servizi pediatrici e specialistici previsti dall’Ospedale dei Bambini; la continuità assistenziale e la qualità dell’offerta sanitaria».
«Il paradosso è evidente: si fa la legge ma non si può applicare», afferma il responsabile regionale Usb Sanità Gianfranco Angioni. «La sospensione delle modifiche organizzative, sostiene Usb, rischia di rallentare l’integrazione delle strutture e l’avvio dei servizi pediatrici e specialistici, con possibili ripercussioni sulla continuità assistenziale».
(Unioneonline/v.f.)
