CABRAS Si è tuffato in mare senza pensarci neppure un attimo. Un gesto disperato, di un padre che vede davanti ai suoi occhi le braccia del figlio quindicenne agitarsi e sparire tra le onde. Pochi secondi e nel mare oristanese si consuma così una nuova terribile tragedia. Fabrizio Cuccu, 48 anni, impresario edile di Sanluri, muore da eroe l'ultimo giorno di ferie a Funtana Meiga, una popolosa frazione balneare di Cabras. Cuccu aveva deciso di passare le vacanze nel Sinis, insieme alla moglie, Danila Mascia, ai due figli e un loro amichetto. A nulla è servito l'aiuto di alcuni bagnanti che non appena si sono resi conto della drammatica situazione si sono tuffati in mare.

LA TRAGEDIA Il padre e i due quindicenni sono arrivati in spiaggia, nel tratto di costa che congiunge Funtana Meiga con la borgata di San Giovanni di Sinis, per trascorrere la mattinata nonostante il mare iniziasse a ingrossarsi per il maestrale. Secondo quanto accertato dai carabinieri di Cabras, arrivati sul posto dopo essere stati allertati da alcuni testimoni, i due giovani verso le 11 decidono di entrare in acqua. Forse spinti anche dal desiderio di tuffarsi tra le onde che con una certa foga si infrangevano sul bagnasciuga. Doveva essere un bagno divertente, come tanti altri fatti nei giorni precedenti. Ma ieri nessuno di loro poteva prevedere quale terribile insidia nasconde quel tratto di mare nelle giornate di vento. I due ragazzi infatti in pochi attimi sono stati risucchiati verso il largo dalla risacca molto violenta proprio in prossimità del gradino sommerso che si forma a una cinquantina metri dalla costa.

IL TESTIMONE «Ho visto i due ragazzi che con le braccia si agitavano e cercavano di richiamare l'attenzione delle persone che erano in spiaggia», racconta Giorgio Pani, di Oristano, che non appena si è reso conto della grave situazione è corso in aiuto dei due amici. «Sono riuscito a prendere uno dei due giovani e in qualche modo l'ho avvicinato alla riva», racconta visibilmente scosso dalla terribile esperienza. «Poco distante da me c'era il padre di uno dei giovani che evidentemente non è riuscito a vincere le correnti». Fabrizio Cuccu ha fatto di tutto per salvarli, ha raggiunto il figlio e lo ha spinto verso la costa, ma alla fine stremato si è dovuto arrendere. Attimi di forte concitazione e poi il suo corpo senza vita è apparso in superficie in balia del mare. Non appena è emerso, è stato raggiunto e portato a riva da alcuni bagnanti. Inutili i tentativi di rianimarlo, quando è arrivata l'ambulanza del 118, l'impresario di Sanluri era già morto. Nessuna grave conseguenza invece per il figlio e per l'amico, in osservazione al San Martino di Oristano.

IL BILANCIO Quello di ieri è l'ennesimo dramma che macchia la terribile estate Oristanese del 2009: cinque morti e un disperso. A metà giugno apre la triste scia di lutti la disgrazia dell'Omodeo dove perse la vita Davide Ore, 15 anni, di Ardauli. Due giorni dopo lo scenario è quello di Santa Caterina, nella marina di Cuglieri: muore un pensionato di 68 anni, Mario Campus. Il 10 luglio il mare di Is Arenas, a Narbolia, tradisce un turista bolognese, Gianmuzio Veronesi. Ancora una sciagura in mare qualche giorno dopo Ferragosto: vicino a Punta Foghe muore Davide Cancedda, 30 anni di Las Plasas durante una battuta di pesca sub insieme al padre. E ieri, mentre gli elicotteri e le motovedette delle forze dell'ordine aiutati da numerosi volontari e diportisti battevano la costa di Putzu Idu in cerca di Fabio Caddeo, l'oristanese disperso da venerdì mattina, una nuova croce viene conficcata in spiaggia.

ROBERTO RIPA
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