In Sardegna tutti pazzi la birra. Tanti i produttori, ancora di più i consumatori. Alla fine del 2025 le aziende censite dalle Camere di Commercio, erano 45, di cui 20 artigiane. Rispetto al 2021 si contano 9 attività in più, 3 artigiane. L'occupazione diretta stimata è di circa 300 addetti. Con l'indotto si arriva a quota ottocento. Sono i dati che emergono da un report realizzato dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonte UnionCamere-Infocamere 2026.

E sono 750 mila i sardi che hanno consumato (raramente, stagionalmente o tutti i giorni) birra, spendendo oltre 70milioni di euro per l'acquisto (industriale o artigianale), pari a circa 90 euro a famiglia all'anno. Mentre sono circa 4 i milioni di litri prodotti nell'isola. In Italia sono 802 i birrifici totali; 313 sono quelli artigianali. La classifica territoriale è capeggiata dalla Lombardia con 110 birrifici mentre la classifica nazionale dei birrifici esclusivamente artigiani è aperta dal Piemonte con 34, con la Sardegna che occupa il settimo posto.

«Come certificano questi numeri», spiega Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna, «il settore cresce di giorno in giorno. Un mondo, quello dei piccoli birrifici, che arricchisce il territorio sardo, dove qualità e artigianato sono le coordinate fondamentali in cui s'inseriscono metodo di lavorazione, materie prime impiegate nonché professionalità, passione ed eccezionale competenza dei maestri birrai artigiani. Quindi, un vero e proprio fenomeno culturale e un settore in espansione, ricco di opportunità e buone prospettive, che Confartigianato Sardegna ritiene sia il volano di una crescita di filiera, evoluta e dinamica, con impatti e ricadute benefiche trasversali che vanno dal mondo dei coltivatori sino all'indotto del turismo enogastronomico ed esperienziale».

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