Provinciali, si aprono le urne:affluenza in calo alle dodici
Per le elezioni provinciali in Sardegna ha votato fino alle ore 12 il 9,7 per cento degli elettori. Alle precedenti elezioni provinciali aveva votato il 12,4 per cento degli aventi diritto. Questo il dettaglio dell'affluenza alle urne per provincia. Chi ha commissionato (e pagato profumatamente) i sondaggi in queste quattro settimane di campagna elettorale, ha ricevuto sempre lo stesso responso: è fortissimo il partito di chi non voterà, o di chi è scarsamente interessato alla contesa.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ma loro, i protagonisti delle sfide, non si sono fatti mancare niente: veleni, accuse, sottili provocazioni, perfino un cazzotto, fra spaccature e dichiarazioni di guerra, con la polizia che anche ieri sera controllava le affissioni in giro per il capoluogo. Cinque anni fa, sette province andarono al centrosinistra e solo una (Oristano) restò al centrodestra. Nelle previsioni, lo schieramento che governa la Regione potrebbe rosicchiare qualche posizione.
I CONFRONTI A Cagliari e a Nuoro le sfide più calde, senza dubbio. Perché qui, nei partiti più forti, si sono consumati gli strappi che hanno fatto notizia. A Cagliari, un senatore del Pdl, e fondatore del partito, ha scelto di correre contro il Pdl. E il candidato ufficiale del centrodestra ne ha preso spesso le distanze, scegliendo di ignorarlo, o quasi. Nel centrosinistra, il candidato è il presidente uscente, ma l'Italia dei valori non ha condiviso la scelta e ha messo in campo l'ex presidente della Regione.
A Nuoro, si è spaccato il Pd e il candidato fuoriuscito è stato perfino espulso dal partito. Una ricostruzione, questa dei due conflitti , che nasconde una lunga serie di contrasti, scontri verbali, annunci e smentite, difficoltà che i due poli hanno registrato in diverse province. Mai come quest'anno - unanime considerazione anche di politici di lunga milizia - le provinciali hanno tenuto alta la temperatura dei palazzi della politica, tanto che l'opposizione ha parlato spesso, negli ultimi giorni, di «test per la maggioranza» e per il governatore. Il voto per rinnovare otto consigli provinciali e i 176 consigli comunali arriva infatti in un momento in cui le indagini della magistratura romana coinvolgono il Pdl ed è questo uno dei motivi, oltre quello tradizionale del sostegno ai candidati, che ha spinto i leader del Pd (e dell'Idv) a sbarcare in massa nell'Isola. Come quattordici mesi fa, quando sulle regionali (vinte dal centrodestra) si consumava una sfida non solo locale, col premier in campo dal primo all'ultimo minuto.
LO SCENARIO Possono votare poco meno di un milione e mezzo di sardi. Il centrosinistra deve pensare anche a riprendersi il Sulcis, dove il presidente uscente - ex Margherita - è passato all'Udc, che oggi lo candida come consigliere. In Ogliastra non torna in corsa il presidente uscente del Pd, il suo successore si confronterà con una coalizione variegata (socialisti riformisti, Mpa e Fortza Paris), mentre in Gallura un'altra ex presidente, lasciata a terra dal centrosinistra, ha trovato casa nell'Alleanza per l'Italia. Il centrosinistra è compatto a Sassari e nel Medio Campidano, il centrodestra (a Sud) ha risposto con un sardista.
GLI ALTRI Fuori dai due schieramenti, l'unico partito presente in otto province è l'Irs. Fra gli altri, gli indipendentisti di Malu Entu corrono a Cagliari, Sassari, Oristano e Medio Campidano, mentre la Lega Nord (vicina al candidato ribelle del centrodestra a Cagliari), si presenta in Gallura, Ogliastra e a Sassari.
LA NOMINA Non è fra i 3 mila candidati in corsa fra oggi e domani. Il consigliere regionale del Pdl Ignazio Artizzu è, da ieri, il coordinatore di Generazione Italia in Sardegna. Il movimento legato a Gianfranco Fini sta definendo in questi giorni i suoi organismi locali. Artizzu è stato rieletto nel 2009 nella lista del Pdl, con oltre 10 mila voti di preferenza.
ENRICO PILIA