Settimo San Pietro in festa per don Locci, diventato monsignore: «Una bellissima sorpresa»
Il decreto di Papa Leone XIV come riconoscimento per i 66 anni di sacerdozio, «ma non sapevo nulla, l’ho scoperto durante la messa»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È andato in chiesa, a Settimo San Pietro, solo per celebrare, col parroco, la messa per i suoi 66anni di sacerdozio. Ne è uscito vestito con l'abito del Monsignore, fra gli applausi dei fedeli.
Ha notato l'arrivo delll'arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi («Un onore per me»), ma non pensava di certo che presto avrebbe dovuto cambiare l’abito talare. La sorpresa è arrivata poco prima della conclusione della stessa messa, quando il parroco di Settimo, don Marco Puddu, ha letto il decreto in latino di Papa Leone XIV del conferimento della prestigiosa onorificenza di “Monsignore” al sacerdote quasi centenario, «come riconoscimento per i 66 anni del suo percorso sacerdotale».
Il nuovo abito era già pronto. Don Locci è stato fatto entrare in sacrestia e poco dopo è tornato sull’altare col “talare” da monsignore. Una mattinata insomma davvero speciale per il sacerdote, travolto dall’applauso della chiesa, dei suoi familiari e dal sorriso paterno di monsignor Baturi.
Locci ha sicuramente gradito la bella sorpresa. Ha ringraziato precipitandosi però ad aggiungere poche parole. «Grazie, sono felice, ma continuate a chiamarmi don Locci». Poi anche la torta in Piazza ed è stata festa grande con i suoi compaesani. Come grandissima è stata la commozione.
«A Monsignor Locci, vadano le più gioiose congratulazioni per questo riconoscimento che onora la comunità di Settimo San Pietro», il commento del sindaco Puddu.
In pochissimi prima della messa sapevano dell’onorificenza in arrivo per l’anziano sacerdote, nato e residente a Settimo. Lo sapevano ovviamente il parroco e una nipote, Sandra Casula. «Mesi fa – ha raccontato ieri la donna – il parroco mi ha chiesto di prendere le misure dell’abito talare di mio zio. Così ho fatto, così ho saputo, senza mai dire a lui il motivo».
Monsignor Locci è figlio di Giuseppe Locci, contadino, e di Eugenia Pitzalis che andava anche a raccogliere le spighe di grano dopo la mietitura. Sono morti anni fa. Locci è stato parroco a Goni, San Basilio, Nurri, Burcei, Soleminis e Serdiana. Abita a Settimo con la nipote Sandra. «Cosa farò ora? Andrò a messa, pregherò, cercherò di stare vicino alla gente finché il Signore mi darà forza».
Il 29 giugno scorso, il monsignore, allora ancora semplicemente “Don Locci”, aveva concelebrato, col parroco, la messa per i suoi 66 anni di vita sacerdotale.
Raffaele Serreli
