Tra le sue mani il giunco prende forma: nasse da pesca, lampade e oggetti intrecciati come si faceva una volta. A Pula, Marcello Mura, 42 anni, è uno degli ultimi in Sardegna a portare avanti quest’arte antica. Una passione di famiglia che oggi prova a trasformare in qualcosa di più di un semplice passatempo.

La storia

«Tutto nasce da mio nonno – racconta – era un pescatore. Avevo dieci anni e lo guardavo costruire le nasse, trappole da cui il pesce non riusciva più a uscire. Mi incuriosiva il modo in cui intrecciava il giunco, con precisione e pazienza. Poi è stato mio padre a insegnarmi molto, soprattutto nella lavorazione e nello stoccaggio del materiale». Una passione rimasta latente per anni e riscoperta solo di recente. «Ho ripreso intorno al 2018. Mi piace l’idea di tramandare una tradizione di famiglia. Oltre alle nasse mi piace creare altri oggetti, soprattutto lampade: mi affascina l’effetto della luce attraverso il giunco».

Materiale rudimentale e oggi poco utilizzato, il giunco non è semplice da lavorare e richiede tempo, attenzione e una buona conoscenza delle tecniche. «Ogni creazione ha una procedura diversa – spiega Mura – Per i cestini bisogna ammorbidire a lungo i fili per poterli piegare e modellare. Diverso il caso delle nasse, con una lavorazione più rigida e strutturata, che segue passaggi ben precisi».

Non mancano le difficoltà, a partire dal reperimento della materia prima. «Conosco pochissime persone che lavorano il giunco, e la maggior parte sono anziani. Questa pianta cresce nelle aree paludose e per raccoglierla servono autorizzazioni. Si può anche acquistare, ma preferisco procurarmelo da solo. In alcune aree di Pula e di Assemini cresce nel periodo tra fine aprile e giugno».

Esposizioni

Marcello Mura ha già avuto modo di esporre le sue creazioni in due edizioni di Domus Antigas a Pula: «Sono belle soddisfazioni anche se quest’anno mi è capitato una zona dove non passava nessuno – sottolinea un po’ sconsolato il 42enne – Nel 2023 avevo una posizione più favorevole e ho avuto una buona affluenza, con maggiore interesse da parte dei visitatori, forse anche per la novità».

Il futuro

Da hobby a lavoro? L’obiettivo è chiaro. «Mi piacerebbe mostrare alle persone come si crea una nassa. Per la prossima edizione di Domus Antigas vorrei organizzare un laboratorio per far vedere da vicino tutte le fasi della lavorazione. È importante tramandare questa tradizione: ho notato che è apprezzata anche dai giovani. Quando mettono il telefono da parte e ti ascoltano, in parte hai già vinto».


 

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