Un appartamento passato al setaccio dagli esperti in cerca di tracce, oggetti e abbigliamento portati via, alcuni giovani accompagnati in caserma per essere sentiti dagli inquirenti: le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo provinciale di Cagliari e della compagnia di Quartu sull’omicidio di Leonardo Mocci, 23 anni di Villacidro, avvenuto attorno alla mezzanotte in piazza  Settimio Severo a Monserrato, vanno avanti con grande intensità. Un’inchiesta, sotto il coordinamento del pm Enrico Lussu, iniziata subito dopo la notizia della morte del giovane muratore, freddato con un colpo di pistola mentre, probabilmente, si allontanava dall’abitazione e dalla palazzina dove aveva trascorso gli istanti immediatamente precedenti all’omicidio.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Mocci avrebbe raggiunto Monserrato con un’auto, insieme a un amico. Avrebbe trascorso una parte della serata in un’abitazione: il perché è al centro degli accertamenti degli inquirenti. Poi, forse sentendosi minacciato o in pericolo, si è allontanato per salire nuovamente in auto ma non ha fatto in tempo. Qualcuno lo ha ucciso con un colpo di pistola al petto a poche decine di metri dall’ingresso della palazzina.

Alcuni abitanti della piazza hanno sentito il rumore dello sparo e c’è chi lo ha scambiato per lo scoppio di un petardo. Una donna e altri residenti hanno però visto il corpo del giovane a terra e dato l’allarme. Il personale del 118 non ha potuto far niente per salvargli la vita. Sono così iniziate le attività d’indagine dei carabinieri per ricostruire le ultime ore trascorse dal giovane e il perché si trovasse a Monserrato. Un appuntamento dato per qualche affare, per soldi o per altro? Elementi importanti, oltre al lavoro svolto dalla squadra investigativa a caccia di tracce (oltre all’appartamento sono state svolte verifiche tecniche e scientifiche anche nella parte sotto i pilotis accanto all’ingresso della palazzina al numero 3 della piazza), sarebbero arrivati dalle telecamere presenti nella zona, in particolare di quelle posizionate in via Decio Mure, all’ingresso della stradina che porta in piazza  Settimio Severo. Chiunque sia andato via, in auto, in scooter o a piedi, è stato certamente ripreso.

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