Gli ospiti della comunità Dianova di Ortacesus in scena con "Storie dal mondo"
Il teatro e la musica come strumenti di rinascita socialePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un percorso di arte, ascolto e inclusione si prepara a raggiungere il suo momento conclusivo alla comunità di recupero Dianova di Ortacesus, dove andrà in scena “Storie dal mondo”, esito dell'ottava edizione di Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza, progetto nazionale promosso da Acri e realizzato in Sardegna dalla compagnia Cada Die Teatro in collaborazione con il Cpia 1 di Cagliari e con il sostegno della Fondazione di Sardegna. Lo spettacolo rappresenta il coronamento di un lavoro avviato lo scorso ottobre che ha coinvolto una decina di ospiti della comunità, uomini tra i 25 e i 50 anni, provenienti da diversi Paesi e accomunati da percorsi di vita spesso complessi. Un'esperienza che ha trasformato i partecipanti in protagonisti di un cammino creativo fondato sul teatro, sulla musica e sulla condivisione.
A guidare il progetto sono stati Pierpaolo Piludu e Alessandro Mascia del Cada Die Teatro, affiancati da Stefania Meloni e dai musicisti Giorgio Del Rio e Francesca Loche. I laboratori sviluppati nel corso dei mesi hanno trovato ispirazione nel libro “Racconti alla finestra” di Matteo Pericoli, diventato il punto di partenza per una riflessione sullo sguardo e sulla capacità di osservare il mondo. «La finestra è un luogo da cui guardare. Abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontarci cosa vedono da questa finestra e cos'hanno voglia di raccontarci rispetto a quel che vedono», spiega Alessandro Mascia. Da questa suggestione sono nati racconti originali che compongono una sorta di mosaico di esperienze, pensieri e prospettive. L'esito scenico sarà costruito attraverso una sequenza di monologhi accompagnati dalla musica, in una narrazione collettiva che mette al centro la dimensione dell'ascolto. «Non gli abbiamo domandato di raccontare il loro privato, ma in alcuni casi inevitabilmente emergerà qualcosa di personale, non necessariamente legato ad aspetti negativi», sottolinea Pierpaolo Piludu. «Ci ha colpito molto la forte partecipazione emotiva dei ragazzi, che si sono fatti coinvolgere anche dai racconti degli altri».
Il percorso ha dovuto confrontarsi con le particolarità proprie di una comunità terapeutica, dove il continuo avvicendamento degli ospiti rende complessa la costruzione di un gruppo stabile. «Le difficoltà di questo lavoro nascono soprattutto dal vai e vieni dei ragazzi. Non abbiamo mai la certezza che iniziando con un gruppo ci ritroveremo con le stesse persone all'esito finale», osservano i registi, che evidenziano il contributo determinante delle docenti Anna Serra e Cristina Cabiddu del Cpia1 Cagliari. Più che uno spettacolo, “Storie dal mondo” si presenta come la testimonianza di un percorso condiviso nel quale cultura, educazione e inclusione sociale si incontrano per costruire nuove possibilità. Un progetto che conferma il valore dell'arte come strumento capace di creare relazioni, abbattere distanze e restituire fiducia a chi affronta momenti di fragilità.
