Delfina, 100 anni di storia e tradizioni per la zia di tutta Quartucciu: «Non mi sento centenaria»
Un secolo di vita celebrato insieme alla famiglia, agli amici, alla Pro loco e al Comitato del Corpus Domini dell’antico quartiere Bixinau de S’AxeduVideo di Matteo Cabras
Anche Quartucciu ha la sua centenaria, con la comunità che si è stretta attorno a “zia Delfina Tidu”, per il suo traguardo dei cento anni. Inizialmente conosciuta come “tzia”, negli anni è diventata sempre più la “zia” di tutta Quartucciu per la sua generosità e il suo attaccamento alle tradizioni. Una figura storica del paese, per anni colonna della Pro loco, che in questi giorni ha presentato alla DoMusArT la 46esima Mostra del Pane e del Dolce tanto cara a zia Delfina, dove è stata maestra di dolci e famosa per la sua leggendaria fregula sarda.
Un secolo di vita celebrato insieme alla famiglia, agli amici, alla Pro loco e al Comitato del Corpus Domini dell’antico quartiere Bixinau de S’Axedu. Per l’occasione, giovedì sera è stata organizzata una festa a sorpresa nel suo giardino, cominciata con la Messa in suo onore e celebrata dai due parroci della città, don Elvio Puddu e don Davide Cannella. Proprio don Elvio ha voluto raccontare lo spirito di zia Delfina. «Ha un’energia speciale, ve lo garantisco. Dovrei essere seduto lì al tuo posto cara Delfina, ad ascoltarti».
Durante la celebrazione le ha consegnato una copia dell’atto di battesimo, celebrato il 10 ottobre 1926, dal quale è riemerso anche il suo nome completo: Delfina Angela Rosa, in ricordo delle due nonne. «I cento sono un traguardo, che ora vanno un po’ in archivio. Puntiamo ai 105, poi ai 110 e si vedrà», ha scherzato il parroco. E lei, senza esitazione: «Va bene, io ci sono». Zia Delfina è stata una colonna della Pro loco di Quartucciu, che per il suo impegno le ha conferito il titolo di socia onoraria. «Abbiamo imparato da lei tante cose. Quando ci serve qualcosa, lei si ricorda tutto. Per me è come una mamma», ha detto la presidente Anna Chiara Loi. Ma le testimonianze più belle sono arrivate dai familiari presenti. «Facciamo ancora insieme i dolci, è ancora una gran lavoratrice. Abbiamo anche ricamato insieme ed è riuscita a fare tutto», racconta la figlia Teresina Bande. Una forza della natura: «L’ho pensato che sarebbe venuta gente! Non mi sento 100 anni. Da seduta posso fare qualsiasi cosa: posso smontare una borsetta e rifarla da capo. Ho fatto anche le bomboniere di oggi», racconta la festeggiata.
La nipote Chiara Dentoni la racconta sorridendo: «Da stamattina ogni persona che incontro dice di essere sua nipote. Io sono sua nipote, ma la verità è che sono tutti nipoti di mia nonna». Anche il sindaco Pietro Pisu ha omaggiato la centenaria con una targa. «A nome di tutta la cittadinanza, ti ringraziamo per la dolcezza, la passione e la maestria con cui hai saputo dare lustro e prestigio a Quartucciu. Auguri di cuore!». Durante la serata anche numerosi aneddoti per testimoniare la forza di Tidu. «Ho conosciuto per la prima volta nonna Delfina 6 anni fa. Un giorno l’ho riaccompagnata a casa, con la raccomandazione di stare attento ai gradini all’ingresso. In realtà sono inciampato io e ho dovuto aggrapparmi a lei per non cadere. A quel punto mi ha guardato con una faccia perplessa. È lei che ha riaccompagnato me sano e salvo», racconta con una risata Andrea Taglienti.
«L’abbiamo sempre ammirata per tutto quello che ha fatto e fa ancora oggi. La ricordiamo con il camice blu di quando lavorava in officina con nonno Peppino. Poi ha deciso all’improvviso di fare i dolci e la fregola», raccontano le due nipoti Claudia e Silvia Bande. «È stata una donna forte e una gran lavoratrice. Una donna dedica alla comunità, al paese e alle persone. Da 20 anni mi accoglie a casa sua come se fossi un figlio. È una donna forte, tutta d’un pezzo», si aggiunge Simone Contini. E a fine serata, quando in tanti hanno iniziato ad accusare la stanchezza di fine giornata, zia Delfina ha risposto con la sua solita carica: «Bellixedda questa festa. Ma non sono stanca!».