L'Sos è arrivato stamattina all'assessorato all'Ambiente.

Gli apicoltori hanno chiesto un intervento immediato per salvare gli eucalyptus da un parassita che provoca ingiallimento e caduta delle foglie con gravi conseguenze anche per i produttori di miele.

La cura più immediata è quella a base di trattamenti biologici in attesa di un intervento più efficace e duraturo con un antagonista naturale che dovrebbe essere importato dal Brasile.

"Attualmente - dice l'apicoltore Giuseppe Bellosi di Castiadas - le piante appaiono in salute grazie ai germogli primaverili: il parassita in questo periodo è in fase di riposo ma da luglio inizierà di nuovo a riprodursi per scatenare il suo nuovo attacco tra settembre e ottobre. Il T. Peregrinus, questo il nome del vettore - utilizza persone e veicoli come strategia per diffondersi nei territori. Nei mesi di settembre e ottobre basterà avvicinarsi ai frangiventi per essere letteralmente ricoperti di minuscole cimici color nocciola".

La salvezza delle piante come già realizzato in Brasile, Cile e Sud Africa è legata all'importazione dal Brasile di un antagonista naturale, il Cleruchoides Noackae.

Purtroppo, sottolineano gli apicoltori, un articolo contenuto in un DPR del 2003 lo vieta.

Sono stati ancora gli apicoltori, ormai ritenuti sentinelle ambientali, a lanciare l'allarme, richiedendo agli uffici romani del Fitosanitario Nazionale il permesso di importazione dell'antagonista.

"È prevedibile - aggiunge Bellosi - che il necessario antagonista potrà essere importato solo l'anno prossimo. Da qui la necessità di immediati trattamenti di contenimento del parassita da parte delle squadre dei Centri Provinciali anti-insetti già attrezzati con personale e mezzi specifici. Si potrebbe ricorrere ad un prodotto biologico, ovvero il fungo Beauveria Bassiana, già utilizzato con successo in Brasile".
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