Cagliari torna in piazza per l'Ucraina e il diritto internazionale
L’appuntamento per domenica 1 marzo alle 18 in piazza Garibaldi. La manifestazione per la liberazione e il ritorno a casa dei bambini ucraini rapiti e portati via dal loro PaesePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cagliari scende nuovamente in piazza per l'Ucraina. Dopo la manifestazione di stamane in piazza Garibaldi promossa dal partito Ora, da Liberi Oltre, dalla Gioventù Federalista Europea e dalla comunità ucraina Oci, con l’adesione di Acli Cagliari, Pd, Azione, Più Europa e Italia Viva, domani ce ne sarà un'altra, alle ore 18, sempre nello stesso luogo. La manifestazione, organizzata da Sardegna Radicale, Europa Radicale e Gioventù federalista europei, chiederà la liberazione e il ritorno a casa dei bambini ucraini rapiti e portati via dal loro Paese dopo l'inizio dell'invasione russa nel 2022. «Non si tratta solo del destino dell’Ucraina, ma del diritto internazionale che viene violato in continuazione», spiegano gli organizzatori. Secondo dati raccolti da organismi indipendenti, quasi 20.000 bambini ucraini sono stati deportati con la forza dai territori occupati e trasferiti in Russia o in Bielorussia. Meno del 2% è riuscito a fare ritorno. «Si tratta di una pratica che viola apertamente la Quarta Convenzione di Ginevra e la Convenzione sui Diritti del Fanciullo, configurando un crimine di guerra riconosciuto dal diritto internazionale», proseguono gli organizzatori. Alla mobilitazione hanno aderito Azione, Avs, Italia Viva, Volt, Pd, varie sigle sindacali e realtà civiche. Si alterneranno vari interventi, tra cui quello del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, della consigliera regionale Camilla Soru ma anche del reporter di guerra Claudio Locatelli e di Federica Valcauda di Europa Radicale, appena rientrata da Odessa. «L'auspicio», aggiungono, «è che alla manifestazione di domenica a Cagliari seguano mobilitazioni analoghe anche in altri Paesi che si riconoscono negli stessi valori del rispetto del diritto internazionale. Quando le regole comuni vengono sistematicamente violate senza conseguenze, viene messa in discussione la sicurezza di tutti. Scendere in piazza il 1° marzo significa affermare con forza che l’Europa non può rinunciare alla propria identità giuridica e democratica».
