Qualcuno ha preso l'elenco delle otto province sarde, con relativa popolazione, e ha controllato quante superano i 350mila abitanti: cioè la soglia che il governo Monti intenderebbe fissare (di scritto non c'è ancora niente) per l'esistenza di una provincia. Solo Cagliari sta oltre quell'asticella: da qui la constatazione allarmistica delle «sette province a rischio in Sardegna». Ovviamente non è così: la provincia unica esiste già, si chiama Regione. Ma la spending review avrà comunque effetti sugli enti locali sardi. È presto per dire quali, ma c'è chi dice che, stavolta, il rischio di perdere la provincia di Oristano è serio.

I CRITERI Vediamo perché. Il decreto sulla spesa pubblica prevede che anche le regioni speciali si adeguino, entro sei mesi, ai princìpi sul taglio delle province. Il numero minimo degli abitanti si saprà entro dieci giorni: quota 350mila è solo un'ipotesi attendibile.

In teoria consentirebbe di creare nell'Isola quattro province. Ma secondo molti il vero obiettivo dello Stato - per spendere meno - è ridurre non tanto le province, quanto i propri uffici periferici. «Non chiedetevi quante province avremo, ma quante prefetture, questure, agenzie delle entrate», semplifica Roberto Deriu, presidente dell'Unione province sarde.

C'è allora da temere che Roma non consenta il mantenimento dei quattro enti storici sardi. Ma Cagliari, Sassari e Nuoro sono previsti dallo Statuto speciale, che è norma di rango costituzionale: ecco perché qualcuno già immagina una brutta fine per Oristano.
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