Da domani a Macchiareddu saranno operative nuove aree per lo stoccaggio della plastica. Sono state individuate dal Consorzio industriale provinciale di Cagliari (Cacip) e dal Tecnocasic e apriranno alle 7, con un giorno di ritardo sulla data prevista.

Il problema dello smaltimento della plastica nell’Isola però è tutt’altro che risolto. La crisi non nasce in Sardegna. La filiera nazionale del riciclo degli imballaggi in plastica risente da mesi della contrazione del mercato dei materiali riciclati e del rallentamento dei flussi verso gli impianti di recupero. Ma la condizione di insularità, secondo quanto conferma la Regione, aggrava ulteriormente gli effetti della crisi: limita la possibilità di ricorrere rapidamente a impianti alternativi, aumenta tempi e costi di trasporto e rende più complesso trasferire il materiale verso strutture situate fuori dall’Isola.

Da domani dunque la plastica in eccesso verrà trasferita dalla società So.Ma Ricicla verso i nuovi spazi di Macchiareddu e allo stesso tempo la stessa società riprenderà a ricevere nuovi quantitativi di imballaggi in plastica provenienti dai Comuni convenzionati, secondo un ordine progressivo e programmato. 

Lo rende noto l’assessorato regionale all’Ambiente. A Macchiareddu ci sarà posto per circa mille tonnellate. «Parallelamente, è stato avviato l’iter autorizzativo per rendere disponibile un ulteriore volume di stoccaggio, stimato in altre diverse migliaia di tonnellate, che si auspica possa diventare operativo nei primi giorni di settembre».

L’apertura dei nuovi spazi non riporterà la situazione alla normalità. Numerosi Comuni continuano a incontrare difficoltà nella gestione della plastica accumulata, nella rimodulazione dei calendari e nell’organizzazione dei flussi. 

Un primo segnale positivo riguardaì i flussi in uscita. Il Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli Imballaggi in plastica) avrebbe disposto l’assegnazione di materiali ai centri di selezione che si trovano nel resto d’Italia. Un passaggio che dovrebbe consentire l’invio fuori dalla Sardegna di circa 600 tonnellate di plastica e in questo modo liberare spazio a vantaggio dei conferitori regionali.

«Questo primo trasferimento è necessario – fanno sapere dall’assessorato -, ma non ancora sufficiente a garantire la stabilità del sistema. La durata effettiva dei nuovi spazi di Macchiareddu non può infatti essere calcolata considerando soltanto i quantitativi in ingresso: dipenderà soprattutto dalla regolarità e dalla consistenza dei flussi in uscita. Senza un calendario continuativo di ritiri, con volumi e destinazioni adeguati alla quantità di materiale raccolto, qualsiasi previsione sulla durata della capacità disponibile sarebbe tecnicamente inattendibile».

«Il ringraziamento ai sindaci non è formale – dichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi –. Sono in prima linea nella gestione delle conseguenze di una crisi che non hanno provocato e che non possono risolvere da soli». 

«L’emergenza non è rientrata – conclude –. Lo sarà soltanto quando saranno ripristinati flussi in uscita regolari, continuativi e adeguati. Finché il Governo non porrà rimedio alle criticità della filiera nazionale e Corepla non garantirà una programmazione certa dei ritiri, il problema non soltanto resterà aperto, ma rischierà di aggravarsi».

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