Si dovrà sciogliere il nodo di Francesca Barracciu, la candidata ufficiale vincitrice delle primarie sulla quale pende il veto di alcuni alleati, Sel in testa, che invocano la questione morale dopo il coinvolgimento dell'europarlamentare nell'inchiesta sullo scandalo dei fondi ai gruppi consiliari. A lei e al Pd viene chiesto un passo indietro per tenere unita la coalizione, con l'indicazione di un nuovo candidato condiviso da tutto il tavolo del centrosinistra. Un primo faccia a faccia a Roma tra la Barracciu, il segretario regionale Silvio Lai e la segreteria di Renzi non ha sciolto i dubbi. Lai aveva chiesto al neoleader del partito di condividere con lui tutto il percorso da qui al voto di primavera, compresa la candidatura dell'europarlamentare, forte del consenso di 50 mila elettori che l'hanno scelta con le primarie. E' probabile che domenica 29 arrivino in Sardegna anche i due "emissari" di Renzi, Stefano Bonaccini e Luca Lotti, gli stessi del primo confronto dei giorni scorsi a Roma. Dall'esito della direzione dipendono le sorti della coalizione: se la Barracciu verrà confermata, il tavolo perderebbe inevitabilmente alcuni "pezzi" del mosaico, in caso contrario si aprirà la corsa sul nuovo candidato. E i tempi sono stretti.
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