Il parere dell'area legale della Regione, che sembra vincolare i passi della giunta Cappellacci a proposito delle richieste di autorizzazione per impianti eolici marini, sarebbe infondato. «E comunque la politica dovrebbe assumersi le sue responsabilità di fronte ai sardi. Altrimenti non resterebbe che mobilitare la gente». Parole e musica dell'ex presidente della Regione Mauro Pili, in prima linea nella battaglia contro i parchi in mare. Tutto questo mentre è ancora in piedi la procedura avviata da una società con sede a Cagliari (ma controllata da una holding milanese) per l'installazione di una trentina di aero-generatori nel Golfo degli Angeli.

LA DENUNCIA «Ogni ulteriore ritardo sul conflitto costituzionale con lo Stato per impedire l'eolico off-shore rischia di essere un danno senza precedenti per la Sardegna e per la sua autonomia». Così il deputato del Pdl Mauro Pili sull'ipotesi che la Regione decida di non sollevare il conflitto di attribuzioni con lo Stato sui parchi eolici off-shore. «La Sardegna è una regione a statuto autonomo e speciale che va tutelata in tutte le sue prerogative costituzionali a partire dal paesaggio e la pianificazione paesaggistica e territoriale. Affermare che non ha poteri non ha fondamento giuridico e ancor meno politico. È indispensabile una reazione decisa, determinata e senza ulteriori perdite di tempo che rischiano di minare l'autonomia sarda sia sul piano sostanziale che politica».

CONFLITTO CON LO STATO «Spero che la valutazione politica e istituzionale superi qualsiasi riserva e consenta una puntuale azione di rispetto delle peculiarità costituzionali della Sardegna. È la politica e nessun altro che deve decidere la sollevazione del conflitto di attribuzione con lo Stato. Sono certo che la lettura delle norme costituzionali e quelle attuative dello Statuto, insieme alla giurisprudenza consolidata consiglino un rapido ricorso all'Alta Corte. Se così non dovesse essere la settimana prossima avvieremo un'imponente mobilitazione popolare per tutelare l'autonomia della Sardegna relativamente alla tutela del paesaggio contro gli impianti off-shore sul mare sardo». È l'annuncio di una nuova e più incisiva battaglia da combattere paese per paese nelle zone che potrebbero essere interessate dai parchi eolici in fase di autorizzazione.

BLOCCO TOTALE «La Regione - sostiene Pili - deve chiedere alla Corte costituzionale di bloccare il procedimento autorizzativo dei campi eolici a mare presentati a Cagliari e Oristano. L'avvio della procedura è un atto formale dello Stato che viola una competenza che è stata ripetutamente attribuita dalla stessa Corte Costituzionale alla Regione. Quella procedura avviata consente alla Regione di sollevare il conflitto di attribuzione». Per cercare di dare più forza alle sua posizioni l'ex presidente della giunta sembra tendere la mano verso viale Trento: «Conosco le professionalità tecnico-giuridiche della Regione per non dover ricordare a nessuno che l'articolo 6 delle norme di attuazione del maggio del 1975 aveva puntualmente previsto il trasferimento all'istituzione locale le attribuzioni già esercitate dagli organi centrali e periferici del ministero della Pubblica istruzione nonché da organi centrali e periferici di altri ministeri. Il trasferimento riguardava anche la redazione e l'approvazione dei piani territoriali». Da tutto questo deriverebbe che la Sardegna ha competenza primaria nella tutela paesaggistica e panoramica come esplicitamente richiamato nella norma costituzionale attuativa. «Se non fosse sufficiente questo richiamo si potrebbe ricordare la decisione della Corte costituzionale che attribuisce specificamente alla Regione l'esercizio della propria potestà legislativa in tema di "edilizia e urbanistica". La stessa Corte costituzionale dichiarò inammissibile il ricorso dello Stato, che rivendicava per sé la competenza nella tutela del paesaggio».

In effetti, rispolverando la sentenza, si trovano passaggi interessanti: «Sulla base delle considerazioni appena svolte - è scritto nel provvedimento - anche le questioni concernenti l'asserita violazione del riparto delle competenze legislative e della materia in tutela del paesaggio devono essere dichiarate inammissibili. Lo Stato - sostiene ancora la Corte - si è mosso dall'erroneo presupposto secondo il quale la Regione risulterebbe priva di potestà legislativa in tema di tutela paesaggistica». Una disposizione che sembra corroborare la tesi di Pili: «Non mi pare io debba aggiungere altro, sarebbe necessario fare in fretta».

LA REPLICA «Sollevare un conflitto di attribuzioni sulle competenze ad autorizzare impianti eolici off-shore sarebbe, in questa fase, assolutamente infruttuoso e improprio, in quanto privo dei presupposti che necessitano per renderlo ammissibile. Infatti, per poterlo instaurare, occorre che vi siano provvedimenti emanati da organi statali che invadano, in modo concreto e attuale, una competenza amministrativa regionale che discenda da norme costituzionali, statutarie e di attuazione. In questo caso, poiché ci si trova ancora nella fase di avvio del procedimento e non vi è ancora alcun provvedimento, non vi può essere alcun ricorso». Lo precisa l'ufficio legale della Regione.

A. MUR.
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