18 febbraio 2011 alle 21:01aggiornato il 18 febbraio 2011 alle 21:01
Oristano, smaltimento di rifiuti speciali:tre imprenditori sotto inchiesta
Settemila metri cubi di cemento e ferro provenienti da una vecchia condotta di irrigazione erano sotterrati a pochi metri di profondità in un'azienda agropastorale trasformata in discarica abusiva.Due imprenditori di Oristano e un allevatore di Simaxis, originario di Fonni, sono indagati per lo smaltimento illecito di 7000 metri cubi di cemento e ferro provenienti dalla demolizione dei canali della vecchia rete irrigua del Consorzio di Bonifica nei Comuni di Simaxis, Palmas Arborea e Oristano. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati nei giorni scorsi ai destinatari dagli uomini del Nucleo di Polizia giudiziaria del Corpo Forestale di Oristano.
L’ACCUSA - Secondo quanto accertato dalla Forestale, i detriti, classificati come rifiuti speciali non pericolosi, erano stati interrati senza autorizzazione a una profondità di pochi metri in due aree della superficie complessiva di 2.500 metri quadri all'interno di una azienda agropastorale in località Tanca e s'Omu nelle campagne di Simaxis. Assieme con i materiali provenienti dalla demolizione dei canali di irrigazione, erano stati sotterrati anche altri detriti e rifiuti di varia natura provenienti dal cantiere della ex Caldersarda di Oristano. I lavori di demolizione della vecchia rete irrigua erano stati appaltati nel 2008 per 800 mila euro dal Consorzio di Bonifica di Oristano a un'impresa di Villacidro che poi li aveva in parte subappaltati alla Sarda Costruzioni di Oristano, i cui rappresentanti legali, assieme al proprietario dell'azienda agropastorale dove sono stati smaltiti illecitamente i rifiuti, ora rischiano anche una accusa di truffa per aver percepito il compenso indebitamente il compenso per lo smaltimento in discariche autorizzate.© Riproduzione riservata