Il progetto,  elaborato dal Centro di Comeptenza sulla Biodiversità marina delle Università di Cagliari e di Sassari e sostenuto dal Ministero della Ricerca scientifica, riguarda gli stagni di San Giovanni e di Marceddì  (Terralba), ''Corru S'Ittiri'' e ''S'Ena Arrubia'' (Arborea), ''Is Benas'' (San Vero MIlis), Santa Giusta (Stanta Giusta), Cabras e Mistras (Cabras) per un totale di poco meno di sei mila ettari che è pari alla metà di tutto il patrimonio di stagni produttivi della Sardegna. La proposta progettuale prevede cinque distinti interventi. Il primo prevede la spesa di un milione 700 mila euro per un sistema capace di contare gli uccelli che si nutrono di pesci (in particolare i cormorani) e di verificare eventuali anomalie nella temperatura dell'acqua.

SECONDA TRANCHE Col secondo intervento si spenderanno invece 700 mila euro per un sistema che permetterà di contare e riconoscere i pesci che entrano negli stagni nel'arco dell'anno solare. Altri 400 mila euro sono destinati invece alla costruzione di due schiuditoi in grande volume destinati alla produzione di arselle veraci e di muggini, 350 mila alla realizzazione di un centro di controllo per la gestione di tutti i dati e la formazione degli addetti alla gestione e infine gli ultimi 50 mila serviranno per una ricerca scientifica sulle caratteristiche nutrizionali e composizionali della bottarga di muggine prima e dopo la salagione e l'essiccatura. Il progetto, spiegano gli autori, punta a introdurre nella gestione degli stagni e delle lagune costiere dell'oristanese strumenti scientifici e razionali di conoscenza e di monitoraggio capaci di determinare significativi livelli di crescita dell'economia del territorio e del reddito dei pescatori.
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