Tutti, compresi anziani e disabili, devono attendere ore sotto il sole con temperature che raggiungono i 40 gradi, in attesa di essere chiamati dal medico dell'Ascot.

Disagi e polemiche a Uras da parte dei cittadini, costretti ad attendere il loro turno fuori dall'ambulatorio, quindi in strada, a causa delle piccole dimensioni della struttura. Tante le segnalazioni e le proteste anche sulle pagine Facebook. In passato, il Comune aveva predisposto un gazebo per garantire un riparo a chi attendeva il proprio turno. Ora, però, c'è solo il sole con tutti i rischi del caso.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato Unisal, inviando una nota alla direzione della Asl. «La sala d'aspetto è piccola e l'estate è ormai iniziata - si legge -  Sarebbe utilissimo introdurre un sistema semplice di numerazione per turno. In questo modo chi arriva tardi sa già di non poter essere visitato e si evitano inutili tensioni. Chiediamo se sia possibile poi installare un gazebo nell'area esterna per riparare dal sole i cittadini in coda. Chiediamo poi la massima flessibilità per i familiari o i caregiver che si presentano con i documenti clinici dei pazienti anziani o soli. Per alleggerire la fila, sarebbe ideale permettere la prescrizione dei farmaci per l'intero nucleo familiare in un'unica soluzione. Segnaliamo che a volte si creano piccoli irrigidimenti (come nel caso di una coppia a cui è stata fatta la ricetta per un solo componente), che rischiano di allungare inutilmente i tempi di attesa».

Il comitato fa notare alla Asl anche alcune vicende: «Il servizio dell'Ascot il nove luglio si è concluso alle 13 anziché alle 13:30 con due pazienti da servire. Inoltre, il dottore ha impostato una gestione del tempo molto rigida: 15 minuti fissi a persona, attendendo a porta chiusa anche se la visita precedente si era conclusa prima. Crediamo che una maggiore elasticità aiuterebbe a far scorrere la fila più velocemente e con meno stress per tutti. Un altro medico ha lavorato senza computer compilando le ricette a mano. Vorremmo capire se si è trattato di un problema temporaneo di attivazione o se serve un supporto tecnico per permettergli di lavorare al meglio. Come comitato siamo a completa disposizione della Asl e dei medici per un incontro conoscitivo e di confronto. Ci piacerebbe dialogare con i professionisti anche per ascoltare il loro punto di vista e capire quali siano le loro esigenze a parti inverse. Vogliamo metterci a disposizione per trovare insieme le soluzioni più adatte, fare da tramite con la cittadinanza e supportare il personale sanitario per garantire un servizio sereno ed efficiente per la comunità di Uras». 

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