Truffe ed estorsioni agli anziani nell’Oristanese: arrestato anche il secondo complice
Dopo il blitz ad Alghero delle scorse settimane e le indagini dei carabinieri, l’uomo è stato rintracciato ad AversaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si allarga l’inchiesta sulle truffe e le estorsioni agli anziani messe a segno con la tecnica del “finto carabiniere” nell’Oristanese, tra Nureci e Samugheo. I fatti risalgono allo scorso 15 dicembre. Dopo il primo blitz ad Alghero nelle scorse settimane, che aveva portato all’arresto di un 37enne campano, questa mattina i Carabinieri hanno arrestato anche il secondo presunto complice, rintracciato ad Aversa, in provincia di Caserta.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Oristano, è frutto di una lunga e articolata attività investigativa condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Ghilarza con il supporto del Comando provinciale di Nuoro e delle Compagnie di Alghero e Aversa. Gli inquirenti hanno ricostruito i movimenti del duo grazie all’analisi di numerosi sistemi di videosorveglianza e individuando, tramite una società di noleggio, l’autovettura usata per gli spostamenti nell’Isola.
I fatti riguardano una tentata estorsione avvenuta a Nureci, dove i carabinieri della Stazione di Senis erano intervenuti nell’abitazione di un’anziana, che era stata contattata telefonicamente da un finto maresciallo dei carabinieri che le aveva raccontato di un grave incidente stradale nel quale sarebbe rimasta coinvolta la sorella, con l’investimento di una donna incinta. Per evitare conseguenze penali, alla vittima era stato chiesto di preparare 16mila euro in contanti da consegnare a un complice. Il tentativo di estorsione era però fallito grazie al tempestivo intervento di una pattuglia di veri Carabinieri, che aveva costretto i malviventi alla fuga.
A Samugheo, invece, la truffa era andata a segno, sempre con il solito stratagemma. In quel caso, un anziano era stato convinto di dover subire una perquisizione perché coinvolto in una presunta rapina avvenuta nel sassarese. Con il pretesto di una comparazione dei beni, la vittima aveva consegnato monili in oro e contanti per un valore di circa 12mila euro a uno sconosciuto, che si era poi dileguato.
Grazie alle tempestive denunce delle vittime, sono state avviate le indagini che hannoportato poi a rintracciare i presunti autori dei reati. Su richiesta del Pubblico Ministero, il Tribunale – Ufficio del Gip– ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati.
(Unioneonline/v.f.)
