Rapina e lunga serie di furti tra Oristanese e Cagliari: preso un giovane algerino
Diciannovenne individuato dalla polizia dopo l’ultimo colpo: si spostava in monopattino con un complice. Fondamentali le immagini delle telecamere. Era ospite del contestato centro di accoglienza di CabrasTaglierino puntato alla gola per rapinare un giovane sul ponte di Brabau, tra Cabras e Oristano. Poi il raid tra le auto in sosta nel capoluogo. Erano due, la polizia ha individuato e trasferito in carcere a Quartucciu uno dei presunti responsabili della scia di reati messa a segno la sera del 26 ottobre: si tratta di un algerino di 19 anni, allora ospite del centro di accoglienza per minori di Cabras, incastrato grazie alla descrizione della prima vittima e alle immagini dei numerosi impianti di videosorveglianza della zona.
Il giovane oristanese vittima della rapina stava rientrando a casa a piedi percorrendo la strada che collega Oristano a Cabras quando, all’altezza del ponte di Brabau, è stato avvicinato da due giovani a bordo di monopattini elettrici. Uno dei due, dopo averlo fermato con un pretesto, gli ha puntato un taglierino alla gola e, dopo essersi impossessato del suo telefono cellulare, gli ha svuotato lo zaino alla ricerca di denaro (che non c’era).
Subito dopo la rapina, i due si sono diretti verso Oristano dove hanno messo a segno diversi furti e tentativi di furto all’interno di autovetture parcheggiate lungo le strade cittadine.
Le immediate indagini avviate dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Oristano si sono sviluppate, in primo luogo, a partire dalla testimonianza della giovane vittima e dall’analisi delle immagini registrate dai numerosi sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio.
I filmati acquisiti da diversi impianti hanno consentito agli investigatori di seguire, fotogramma dopo fotogramma, gli spostamenti dei due giovani, il percorso compiuto prima e dopo la rapina e durante il raid oristanese. L’incrocio delle immagini con gli ulteriori elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa ha permesso di giungere in tempi rapidi all’identificazione di uno dei presunti autori: è stato trovato in un centro d’accoglienza del Sassarese, dove nel frattempo era stato trasferito.
Stando a quanto emerso il diciannovenne algerino è arrivato a luglio a Sant’Antioco: portato nel centro di Monastir, era stato poi trasferito a Cabras perché aveva con sé documenti che attestavano fosse minorenne. Nel corso delle indagini è emersa la sua vera età. E anche che potrebbe essere responsabile di altri reati commessi a San Sperate e Cagliari.
Il fermo lo ha portato prima nel carcere di Sassari e poi nel penitenziario minorile di Quartucciu, dove si trova attualmente, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Proseguono, nel frattempo, le indagini della Squadra Mobile per l’identificazione del secondo giovane coinvolto nella rapina.
(Unioneonline/E.Fr.)