Oristano, mercati in crisi: operatori divisi tra speranza e diffidenza
Timori e auspici alla vigilia dei nuovi lavori in via CostaUn banco al mercato di via Cimarosa
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Pochi clienti, tante serrande abbassate e corridoi sempre più silenziosi. Nei mercati di Oristano la crisi è ormai evidente e a metà mattina prende la forma di una manciata di persone che fanno la spesa tra banchi vuoti e attività che hanno progressivamente chiuso. Ora l’aggiudicazione dei lavori di via Costa riaccende una speranza, ma senza cancellare la diffidenza accumulata dopo anni di attese e promesse.
In via Cimarosa
In quello che sarebbe dovuto essere il mercato provvisorio sono rimasti quattro banchi di frutta e verdura, una macelleria e due pescherie. Qualcuno non apre neppure tutti i giorni. L’ultimo, in ordine
di tempo, ad aver gettato la spugna è stato il panettiere.
E proprio da qui, dove nel 2016 arrivarono gli operatori trasferiti da via Mazzini per consentire la riqualificazione della struttura, dovrebbe partire una nuova fase. Una volta conclusi i lavori di via Costa, stimati in 120 giorni, i sette commercianti rimasti dovrebbero trasferirsi nella struttura dove oggi operano quattro colleghi.
Ma dopo dieci anni di attesa la prudenza è d’obbligo. «Dopo i tanti annunci ormai ci crediamo poco – dice Mauro Massa, fruttivendolo – A questo punto, per me, cambia poco perché tra un anno andrò in pensione. I mercati sono ormai in declino, non c’è più il movimento di una volta».
C’è chi continua comunque a curare il proprio spazio, quasi a difenderlo dal progressivo svuotamento. È il caso di Lucia Diana, dipendente del banco di frutta e verdura “Fashion”. «Stiamo perdendo le speranze, è da molto che aspettiamo – racconta – Noi cerchiamo di accogliere i clienti con il sorriso e di mantenere il banco ordinato, ma senza il sostegno necessario diventa difficile». Sul trasferimento, però, è favorevole: «Ben venga. Qui ormai i clienti non entrano più, è diventata una desolazione».
I dubbi
Tra i clienti il trasferimento divide. Agostino Bellu, affezionato frequentatore di via Cimarosa, è pronto a seguire il suo fruttivendolo di fiducia, anche se la nuova sede sarà meno comoda. «L’ideale sarebbe tornare in via Mazzini – osserva – Ma chissà se farò in tempo a vederlo ultimato». Rimedia Cominu, invece, ha già deciso: «Io non ci andrò assolutamente, per me è troppo scomodo. Vengo qui, anche se ormai è una tristezza, ma il mio desiderio sarebbe rivedere il mercato vecchio di una volta».
In via Costa
Anche da queste parti l’annuncio dell’avvio dei lavori viene accolto con cautela. «L’abbiamo sentito troppe volte – dice Andrea Contini – Speriamo che non sia l’ennesima presa in giro. C’è bisogno di dare una bella sistemata anche all’esterno».
Quanto all’arrivo dei colleghi di Cimarosa, però, prevale l’apertura: «Ben vengano. Anche se ci sarà più concorrenza, siamo felici». Sulla stessa linea Sandro Camedda, dal suo banco di pescheria. «La mia preoccupazione è il cantiere, speriamo di poter continuare a lavorare durante la fase dei lavori. Non possiamo certo permetterci uno stop di quattro mesi». E sulle condizioni attuali aggiunge: «Se non fosse stato trascurato così a lungo, oggi non sarebbe in questo stato. L’arrivo dei nuovi operatori è assolutamente benvenuto».
Capitolo a parte per la storica struttura di via Mazzini. A luglio è stato superato l’ostacolo progettuale legato alle richieste della Soprintendenza, con la necessità di preservare gli elementi storici dell’edificio, a cominciare dalla copertura a volta che nella proposta iniziale avrebbe dovuto essere in gran parte eliminata. Ora il Comune punta a bandire la gara entro la fine dell’anno e ad arrivare all’aggiudicazione dei lavori.
«Molto dipenderà dalla Cassa depositi prestiti a cui stiamo chiedendo un mutuo di due milioni e mezzo per poter completare i lavori» spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Gianfranco Licheri.
Marianna Guarna
