«È un’emozione che non si può raccontare. I maestri mi hanno dato piena fiducia e di questo li ringrazio». Cesare Muru affida a poche parole, ma cariche di significato, il sentimento che accompagna la sua prima nomina da majorale en cabo del Gremio di San Giuseppe. Un ringraziamento rivolto ai “maestri”, così vengono chiamati i gremianti artieri del legno, custodi di un sapere antico legato al mestiere dei falegnami.

Un dettaglio che racconta l’identità profonda della corporazione e il legame con le proprie radici. La scelta è arrivata come da tradizione nel giorno del 19 marzo, quando l’assemblea del Gremio rinnova i propri vertici in uno dei momenti più sentiti per la città di Oristano.

L’investitura di Muru è stata accolta con partecipazione e un lungo applauso, segno della fiducia riposta nella sua figura. Accanto a lui, nel ruolo di vice, ci sarà Antonio Mugheddu. Per il nuovo presidente, eletto all’unanimità, si tratta della prima guida del sodalizio, al termine di un percorso recente ma segnato da presenza attiva e impegno costante.

L’annuncio ufficiale è stato dato dal cappellano don Tonino Zedda nel corso della cerimonia. Spetterà ora a Muru rappresentare il Gremio nelle principali manifestazioni religiose e civili, a partire dalla Sartiglia, proseguendo nel solco di una tradizione che unisce fede, mestiere e comunità. Anche se per la giostra c’è ancora tempo: «Per il momento - dice - festeggiamo San Giuseppe».

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